Allarme finito, si torna a scuola Amianto nel tetto dell’azienda

L’Arta ha stabilito che non c’è stato superamento dei limiti tranne nell’area della fabbrica La Procura apre un’inchiesta per incendio colposo, per il momento è contro ignoti
PINETO. I risultati delle analisi sulla qualità dell’aria a scandire la giornata in un susseguirsi di incontri e sopralluoghi che 24 ore dopo la grande paura danno la certezza di uno scampato pericolo a largo raggio, limitando la concentrazione di sostanze dannose entro un chilometro dalla fabbrica. Tra qualche mese l’inchiesta aperta dalla Procura per incendio colposo, per ora contro ignoti, stabilirà il come e il perché del rogo che ha devastato i capannoni della Kemipol, azienda di Scene di Pineto che produce solventi e diluenti, con colonne di fiamme e fumo a terrorizzare mezza regione e con decine di pompieri in prima linea per oltre 15 ore. Ma se i tempi delle inchieste giudiziarie non sono mai quelli della vita reale, il quotidiano riparte con la riapertura da oggi delle scuole di Pineto, Silvi, Roseto, Atri, Notaresco e Morro d’Oro. Resta in piedi, fino a domani quando ci saranno i risultati di ulteriori analisi, il divieto di raccolta e consumo di verdure coltivate nella zona.
Nell’insieme di analisi che danno il senso delle serrate attività di monitoraggio, c’è quella della presenza di amianto. I vigili del fuoco, infatti, hanno segnalato le lastre di eternit della copertura devastate dalle fiamme e di conseguenza la presenza di amianto .«I vigili del fuoco hanno riscontrato la presenza di amianto sulla copertura della Kemipol, la Asl si è subito attivata e ha già comunicato che le ricadute potrebbero essere circoscritte all'area dell'incendio, escludendo in ogni caso una diffusione oltre un raggio di 500 metri», dice il sindaco di Pineto Alberto Dell’Orletta che annuncia per oggi un sopralluogo dei tecnici dell’azienda sanitaria. «Per completare verifiche, ma non c'è allarme» conclude il primo cittadino.
Secondo l’Arta, l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, i quattro campioni di aria prelevati a poche ore dallo scoppio dell’incendio «hanno rilevato concentrazioni significative di sostanze chimiche organiche potenzialmente dannose per la salute umana, limitate però all’area immediatamente circostante il capannone incendiato». Già a un chilometro di distanza dal rogo, spiegano i tecnici, la situazione appare meno critica, con livelli di contaminazione decisamente inferiori. «Le concentrazioni delle sostanze inquinanti generate dalla combustione», ha spiegato il direttore generale dell’ Arta, Maurizio Dionisio, «sono risultate elevate nelle immediate vicinanze del focolaio, ma diminuiscono progressivamente con la distanza».
Sempre secondo l’Arta anche le centraline fisse per il monitoraggio della qualità dell’aria localizzate a Pescara non hanno rilevato valori oltre i limiti: «La rete di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area metropolitana di Chieti-Pescara non ha registrato, nelle ultime 24 ore, superamenti dei valori limite per la protezione della salute umana».
Lunedì pomeriggio le fiamme si sono sviluppate all'interno del capannone di circa 2.400 metri quadrati adibito al deposito di solventi infiammabili. Da una prima ricostruzione sembra che a causare tutto sia stata l’esplosione delle batterie di un muletto. L'incendio ha prodotto una notevole quantità di calore che ha causato il crollo di ampie porzioni della copertura. Per garantire una rapida azione di spegnimento sono intervenute quattro autopompe, quattro autobotti, un'autobotte chilolitrica, un furgone Nbcr (per rischio nucleare, biologico, chimico e radiologico), un'autoscala, un furgone per il trasporto di autorespiratori, un furgone con scorte di liquido schiumogeno e pompieri da Teramo, Nereto, Roseto, L’Aquila e Pescara. L’intervento è stato resto particolarmente complesso dalla presenza nel deposito di consistenti quantitativi di liquidi infiammabili. Durante la notte sul luogo dell'intervento è stato mantenuto un dispositivo di soccorso costituito da 30 vigili e 15 automezzi operativi. Grazie al massiccio intervento di uomini e mezzi, provenienti da tutte le sedi provinciali dei pompieri, l'incendio è rimasto confinato al magazzino dove si sono innescate le prime fiamme e non si è propagato alle altre porzioni dell'azienda.
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