Altre due settimane senz’acqua Masci: «Ci servono le autobotti»

15 Agosto 2021

L’emergenza si aggrava: ridotte le forniture idriche dal Teramano e scattano nuove chiusure Il sindaco si appella all’Aca: «Siamo troppo in difficoltà, basta supportare le utenze del Chietino»

PESCARA. L’emergenza idrica che si trascina ormai da mesi non si allenta neppure a Ferragosto, anzi le condizioni per un ulteriore peggioramento ci sono tutte, e cioè l’aumento delle presenze sul territorio, legate ai turisti, il caldo opprimente e la minore disponibilità di acqua da parte dell’Aca che, oltre a dover fronteggiare la scarsità alle sorgenti, due sere fa ha dovuto fare i conti con una riduzione di fornitura da parte di Ruzzo Reti, che ha subito provocato disagi in alcuni comuni.
Per 29 centri della provincia di Pescara, tra cui anche il capoluogo adriatico, ma anche per i centri vicini, come Francavilla, Silvi e San Giovanni Teatino, si annuncia un altro periodo con i rubinetti a secco: l’Azienda consortile acquedottistica ha parlato di altre due settimane all’insegna dell’emergenza e ha già comunicato ai centri interessati le ulteriori chiusure dei serbatoi e le riduzioni idriche programmate da domani fino alla sera del 23 agosto (queste ultime riguardano solo alcuni comuni ma avvengono anche di giorno, con ripercussioni pesanti su famiglie e attività). Sempre l’Aca ha chiesto ai comuni costieri, che sono quelli più colpiti, ma anche a Chieti, di indicare i palazzetti e le scuole in cui è possibile attivare dei punti di rifornimento per i cittadini e le attività che non sono muniti di autoclave, e ha annunciato che rifornirà di bottiglie di acqua le Rsa, come segno di attenzione per gli anziani.
Dopo una riflessione su questo tema il sindaco Carlo Masci ha chiesto all’Aca di «valutare la possibilità di attivare delle autobotti per mettere a disposizione l’acqua a chi non ha l’autoclave in casa. Si potrebbero collocare in punti strategici della città, per assicurare una ricarica ai cittadini», mentre chi ha l’autoclave può essere raggiunto direttamente dall’autobotte dell’Aca (il numero verde da contattare è 800 800 838 oppure si può scaricare un modulo dal sito dell’Aca). «Per una città come la nostra», conclude Masci, è da escludere il ricorso alle autoclavi di palazzetti e scuole, troppo piccole, che non permetterebbero di raggiungere l’obiettivo». Masci interviene anche sui rapporti di “solidarietà” tra Aca e altre società. «Visto che c’è poca acqua», commenta, «è bene che quella dell’Aca resti nella disponibilità di Pescara e degli altri comuni della zona serviti dall’Azienda consortile acquedottistica che, come noi, vivono un’estate all’insegna dell’emergenza. I guasti delle ultime ore segnalati dal Ruzzo creano inevitabilmente dei problemi nel pescarese perché si riduce la disponibilità di acqua, in questa zona. Nello stesso tempo, però, l’Aca deve continuare a fornire acqua alla Sasi (società che serve l’area frentana-vastese), per fronteggiare la carenza idrica di altre aree. Io ritengo che quest’azione di solidarietà non possa andare avanti: l’acqua dell’Aca va destinata ai comuni serviti dall’Aca, in un momento di necessità come quello attuale. E comunque il principio di solidarietà dovrebbe valere per tutti, dovrebbe essere circolare, ma non mi sembra che sia così. Anzi, vedo una guerra di campanile, generata dalla crisi generale». (f.bu.)