Altri due anni di carcere duro per l’anarchico pescarese Cospito: respinto il ricorso

Il tribunale di Sorveglianza di Roma ha rigettato il reclamo presentato dalla difesa di Alfredo Cospito contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il regime di detenzione del 41bis per l’anarchico pescarese. Cospito, che si trova detenuto a Sassari, è al regime del carcere duro dal 2022
PESCARA. Il tribunale di Sorveglianza di Roma ha rigettato il reclamo presentato dalla difesa di Alfredo Cospito, l'avvocato Flavio Rossi Albertini, contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il regime di detenzione del 41bis per l’anarchico pescarese. Cospito, che si trova detenuto a Sassari, è al regime del carcere duro dal 2022.
Alfredo Cospito è stato condannato (nel 2014) a 9 anni e 5 mesi di reclusione per la gambizzazione di un dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Successivamente gli è stata inflitta una condanna a 23 anni di reclusione per un attentato con ordigni esplosivi eseguito nel 2006 contro la scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo). Contro il regime carcerario del 41 bis che gli è stato inflitto si è reso protagonista di uno sciopero della fame durato quasi sei mesi.
Una vicenda, quella del carcere duro per l'anarchico pescarese, condannato per reati di terrorismo, che ha fatto infiammare gli animi e il dibattito politico. Ha esacerbato le tensioni tra partiti di governo e d'opposizione, degenerando anche in bagarre in Parlamento. Senza contare che, in più di un'occasione, i cortei in suo favore, in varie città italiane, si sono trasformati in guerriglia ed è stato anche all'origine del processo e della condanna dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, per rivelazione di segreto d'ufficio.
CHI E’ COSPITO. L’anarchico Alfredo Cospito, 59 anni, è originario di Pescara, ed è detenuto in regime di 41bis. Cospito è il primo caso di un anarchico al 41bis. Dal 2022 è sottoposto alla misura di carcere duro normalmente riservata a mafiosi e terroristi. In protesta contro questa detenzione estrema, Cospito ha intrapreso un lungo sciopero della fame, durato quasi sei mesi, una decisione che inevitabilmente ha attirato l’attenzione dei media italiani e internazionali. Una forma di protesta che è diventata simbolo del dibattito sulla proporzionalità delle pene, i diritti dei detenuti e l’uso del 41-bis per reati non mafiosi.

