Altro che fusione, è lite sul canile Spoltore dice no, Pescara insiste

Nella riunione in sessione aperta, il progetto dell’amministrazione Masci da realizzare a Santa Teresa Il sindaco Trulli: atti approvati nel 2021 con Di Lorito, ma ne abbiamo preso conoscenza un anno dopo
SPOLTORE. Da Spoltore l’accusa contro Pescara è di aver fatto tutto alle sue spalle. Da Pescara, in risposta, arriva un elenco di incontri in cui l’argomento sarebbe stato sviscerato, ma anche la certezza di andare avanti, con o senza il consenso del Comune vicino. Sulla questione canile è sempre più infuocato lo scontro tra le due amministrazioni comunali.
Su richiesta dei consiglieri di minoranza Marco Della Torre, Stelvio D’Ettorre, Agnese Ranghelli, Giulia Zona e Pierpaolo Pace, giovedì sera si è riunito un consiglio comunale convocato in sessione aperta, sul progetto della discordia che ha visto intervenire cittadini ed esperti del mondo animale. Oggetto del contendere, il luogo scelto per un parco rifugio che l’amministrazione pescarese intende costruire su un terreno agricolo donato da Daniel Kihlgren a Santa Teresa, con un finanziamento di 600 mila euro. Il progetto dell’architetto Davide Pacilli riguarda la realizzazione di una cinquantina di box singoli, doppi o quadrupli per ospitare un massimo di 65 cani, più un’area di prima accoglienza e accettazione e una zona adibita a parco attrezzato, con l’obiettivo di incentivare le adozioni e di favorire il recupero comportamentale dei cani. Ma non è in discussione il progetto, piuttosto, il luogo e le modalità.
«Ci siamo incontrati la prima volta con Pescara una settimana prima delle elezioni, e l'allora sindaco Luciano Di Lorito disse di rinviare la discussione», ricorda il sindaco Chiara Trulli. «Salvo poi renderci conto che gli atti erano stati approvati nel 2021 e noi ne abbiamo preso conoscenza un anno dopo. È una questione di metodo».
«Abbiamo avuto ben 4 incontri con Spoltore ai quali ha partecipato sempre il sindaco Trulli», ribatte l'assessore al Comune di Pescara Nicoletta Di Nisio. «Se un errore c’è stato, è stato di non aver fatto atti scritti. Pescara non vuole imporre il canile e abbiamo avviato un’interlocuzione nel segno della Nuova Pescara, perché questo rifugio è un’opportunità per tutto il territorio. Noi andremo avanti, perché il terreno è di un privato e la legge ce lo consente, ma se dovesse emergere qualche impedimento, ciascuno dovrà prendersi le proprie responsabilità».
Pur sottolineando la valenza del progetto, una bacchettata è arrivata da Nicola De Luca, medico veterinario dirigente della Asl: «Sono venuto a conoscenza qualche giorno fa del progetto, eppure dirigo il servizio che dovrà esprimersi per l’autorizzazione sanitaria. Il metodo mi è sembrato non consono. Non mi esprimo sulla ubicazione, ma il progetto è valido, interessante e innovativo». «Vedo solo note positive, perché non c'è alcun impatto ambientale. Ciò che è gravissimo è che abbiamo appreso della questione dai giornali e se non avessimo richiesto il consiglio di giovedì non se ne sarebbe mai parlato. A Spoltore chi decide è sempre il solito gruppo da 30 anni», rimarca Della Torre, consigliere di minoranza di Spoltore. Polemico con Pescara il presidente del consiglio di Spoltore Lucio Matricciani, che accusa l'amministrazione Masci di «muoversi con la Regione per far cambiare la legge regionale e per ridurre la distanza dai nuclei abitati, che da 300 metri passa a 150. Nel 2021 si sono resi conto che il progetto non rispettava il rapporto di copertura e allora viene cambiata nuovamente la norma».

