Amianto dentro l’ex fonderia: processo per la mancata bonifica

San Giovanni Teatino, la prima udienza verrà celebrata il 27 marzo prossimo al tribunale di Chieti Alla sbarra il titolare della Master building Sardinia, che avrebbe dovuto eliminare l’eternit dai tetti
SAN GIOVANNI TEATINO. È fissata per il 27 marzo la prima udienza sulla discarica di amianto a cielo aperto nel sito della ex fonderia Di Nicola, nel centro di Sambuceto, mentre proseguono le operazioni di bonifica disposte dall’amminisrtrazione comunale di San Giovanni Teatino che, se non vi saranno intoppi, potranno essere conclude entro fine aprile. Ma è proprio attorno agli interventi di asportazione dell’amianto, quindi del ripristino delle condizioni di sicurezza, che si è incardinato il procedimento penale a carico di Enio Colasante, 59 anni di Guardiagrele, legale rappresentante della Master building Sardinia srl, che da qualche anno è diventata proprietaria del terreno della ex fonderia.
L’intervento del Comune è stato infatti deciso e avviato circa un anno fa proprio per compensare la mancata bonifica del sito da parte della Master building Sardinia, dopo che la Asl aveva ordinato di assumere misure di messa in sicurezza nel dismesso sito industriale nel giro di un anno.
Colasante aveva acquisito l'area occupata dall’ex fonderia di Nicola per riqualificarla e realizzare, molto probabilmente, un centro commerciale in via Mazzini. L’accusa mossa dal pubblico ministero Giancarlo Ciani, del Tribunale di Chieti, che ha firmato il decreto di citazione a giudizio, parla di omissione delle opere di bonifica che avrebbero dovuto essere realizzate entro un anno dalla data di acquisizione del sito. Lo stesso Tribunale di Chieti aveva in precedenza rigettato il ricorso di un cittadino che chiedeva la nomina di un consulente per ulteriori accertamenti sulla pericolosità dell'insediamento.
Intanto, il Comune di San Giovanni Teatino si è costituito in giudizio, con l'avvocato Michela Di Santo. Dalla memoria presentata dal legale, emerge che la Asl, in seguito alla segnalazione della coniuge del ricorrente, ha svolto accertamenti nella ex fonderia nel marzo 2014, alla presenza di rappresentanti del Comune, del proprietario e conduttore della struttura, dei carabinieri del Noe Pescara e di Sambuceto. Il 13 maggio 2014, la Asl ha terminato il sopralluogo ispezionando la copertura servendosi di un automezzo con cestello elevatore messo a disposizione dal Comune.
Nel 2015, il sindaco Luciano Marinucci ha chiesto all'Arta di fare prelievi sulle grondaie. Risale invece all’aprile 2016 la scoperta, da parte del locale gruppo del M5s, di una perizia di stima e di un'indagine preliminare ambientale disposta dal Tribunale fallimentare di Chieti nel 2010. Dalla perizia, affidata all'architetto Franco Valentini, e dalle analisi della Laserlab, si evince che terreno e falde non sarebbero danneggiate. Lo stesso Ctu Valentini però poneva l'accento sull'amianto, rovinato, presente su tetti e tettoie dell'ex fonderia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

