Anche con le nuove regole il privilegio continua a resistere
Dal 2012 è scattato lo stop al vitalizio. Fatti i salvi i diritti acquisiti degli ex parlamentari che già beneficiavano dell’assegno prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, a partire dalla...
Dal 2012 è scattato lo stop al vitalizio. Fatti i salvi i diritti acquisiti degli ex parlamentari che già beneficiavano dell’assegno prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, a partire dalla legislatura in corso per le future pensioni degli onorevoli e dei senatori saranno calcolati con il sistema contributivo.
Restano però alcuni privilegi rispetto ai comuni cittadini. A cominciare dall’età pensionabile. Ecco alcuni esempi. Un 27enne eletto per la prima volta nel 2013, a riposo a 65 anni con 5 anni di contributi, incasserà 900-970 euro al mese. Un 39enne, eletto sempre nel 2013, con due mandati, riceverà a 60 anni un assegno di circa 1.500 euro mensili. Insomma, anche dopo l’introduzione della mannaia del sistema contributivo, ai rappresentanti del popolo basterebbe accantonare appena cinque anni di contributi per garantirsi l’agognata pensione. Per tutto il resto della loro vita.

