«Anche i fedeli aprano le case»

8 Settembre 2015

Don Chiappetta: le famiglie siano accoglienti. La Caritas: pochi locali disponibili

PESCARA. Un’interpretazione ancora più ampia, alle parole di papa Francesco dell’altro ieri, che riguardano chiese, conventi, monasteri e santuari, l’ha data padre Simone Chiappetta, direttore dell’ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Pescara-Penne. «L’invito del Papa», spiega il sacerdote, «va inteso come un invito alle comunità parrocchiali, più che alle singole strutture», mette in rilievo il sacerdote.

Dunque, più che alle singole chiese, lo sprone del pontefice ad ospitare ciascuna una famiglia di migranti è diretto al popolo dei fedeli che si raccolgono intorno alle parrocchie. «Il Papa», rileva don Chiappetta, «non ha detto che debba essere il singolo parroco ad aprire all’ospitalità, ma questa iniziativa deve invece venire fuori spontaneamente dalle comunità». Chi è corso immediatamente a Roma per chiedere ragguagli e per prendere le misure all’organizzazione, è il direttore della Caritas della diocesi Pescara-Penne, don Marco Pagniello.

«Dateci tempo per capire come fare», risponde subito don Pagniello dalla Capitale. «L’appello del papa è giusto», mette in luce il sacerdote, «ma ora bisogna vedere come l’invito si possa integrare con le norme legislative. Ci sono le norme da rispettare», fa riflettere il direttore della Caritas. «E poi bisogna subito chiarirsi su un punto», insiste. «Chi devono essere accolti? I transitanti?», si chiede don Pagniello, riferendosi a coloro che sul territorio sono solo di passaggio, ma che come obiettivo hanno invece l’approdo in altri paesi. «Pertanto», prosegue, «bisogna capire come mettere in pratica l’appello del papa. E poi bisogna fare in modo che si accolgano i migranti in maniera dignitosa».

Tuttavia, la Caritas è già impegnata da tempo nell’accoglienza dei migranti. «Solo che noi finora non abbiamo ospitati dei nuclei familiari», precisa don Pagniello, «ma solo delle singole persone». Il numero, infatti, finora ospitato dalle strutture della Caritas, è attualmente intorno alle 125 unità. In più, anche il direttore della Caritas sottolinea le possibili difficoltà per le singole chiese di ospitare famiglie di migranti. «Molte», fa sapere, «non hanno le case canoniche. Noi ora siamo occupati», conclude infine don Pagniello, «nella fase di seconda accoglienza mentre già ci sono dei nuovi bandi pubblicati. Ora l’appello del Papa va attuato, ma non sarà una cosa facilissima».

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