Anche l’Ugicons va in soccorso delle ex guardie mediche

L’AQUILA . L’Ugcons (Unione generale dei consumatori) scende in campo a fianco dei medici di continuità assistenziale, nella battaglia per il ripristino dell’indennità di rischio e contro la...
L’AQUILA . L’Ugcons (Unione generale dei consumatori) scende in campo a fianco dei medici di continuità assistenziale, nella battaglia per il ripristino dell’indennità di rischio e contro la richiesta degli arretrati che i professionisti stanno ricevendo in questi giorni, da parte delle Asl. A renderlo noto è il presidente Fabio Frullo. Ugcons si accollerà i costi di tutte le procedure legali, compresi gli onorari degli avvocati che stanno già lavorando al caso. «In un territorio articolato, come è quello della nostra Regione, dove il primo presidio sanitario può trovarsi anche a decine di chilometri di distanza dal luogo del bisogno, il ruolo delle guardie mediche», spiega Frullo, «rappresenta un punto strategico dell’emergenza per i cittadini che garantisce il rispetto del diritto alla salute di tutti i consumatori. Il servizio svolto dalle guardie mediche abruzzesi è un servizio estremamente radicato sul territorio, spesso svolto in condizione disagiate e che mette a rischio l’incolumità stessa dei medici che invece, con grande professionalità, continuano ad alleggerire il lavoro dei pronto soccorso e a prestare un servizio fondamentale per gli stessi pazienti». In quest’ottica, sostiene, appare incomprensibile l’azione «portata avanti dalla Regione che, sulla base di una semplice richiesta di spiegazioni da parte della Corte dei conti, sta provvedendo tramite le Asl, a recuperare nei confronti dei medici, i compensi previsti da un accordo regionale. Richiedere la restituzione di un’indennità percepita in buona fede a 400 medici di guardia medica che in convenzione con le Asl garantiscono servizi primari anche a domicilio, nelle ore notturne e nei giorni festivi, è un attacco indiretto a tutti i cittadini di questo territorio in quanto la Regione avrebbe potuto, al limite, sospendere l’indennità ma non richiedere gli arretrati che, in alcuni casi, ammontano anche a 70 mila euro. Al fine di proteggere il servizio e la professionalità dei medici coinvolti nonché per difendere i cittadini consumatori questa organizzazione è pronta a scendere in campo con tutte le forze. Metteremo a disposizione, nelle nostre sedi in tutta la regione», conclude, «i nostri esperti e ci accolleremo il costo di tutte le procedure ivi compresi gli onorari degli avvocati che stanno già studiando le azioni da intraprendere nei confronti delle Asl e della Regione». (a.bag.)

