Anche un bimbo di 9 mesi tra i nuovi casi di contagio

27 Settembre 2020

È nato nel Vastese quando l’emergenza è cominciata: ora è positivo al Covid E da domani parte la settimana decisiva per evitare che il virus invada le scuole

PESCARA. È nato con l’epidemia. E il Covid lo ha contagiato al compimento del nono mese di vita.
È di un paese del Vastese il più giovane dei nuovi casi positivi scoperti in Abruzzo. Che in totale sono 16: uno nell’Aquilano, sette nel Chietino, altrettanti nel Pescarese e solo uno nel Teramano, invertendo la tendenza molto preoccupante di due giorni fa. I ricoverati sono 59, di cui cinque in terapia intensiva, mentre sono 762 i pazienti in isolamento domiciliare, 3.035 i dimessi/guariti dall’inizio della pandemia, 821 attualmente positivi e 194.249 test complessivi.
QUANTI E DOVE. I positivi di ieri hanno un’età compresa fra i 9 mesi e 81 anni. E nel dettaglio sono residenti a Pescara, L’Aquila, Chieti, Ortona e Montesilvano, quindi nei grandi centri. Ma nell’elenco compaiono anche piccoli paesi come Montenerodomo, nel Chietino, già interessato da diversi casi, al pari di Rocca Santa Maria, nel Teramano, dove il sindaco, Lino Di Giuseppe, ha dovuto prendere la situazione in pugno ordinando una serie di divieti.
IL CASO ROCCA. Con poco più di 500 abitanti, Rocca Santa Maria ha finora registrato 10 casi di Covid 19. Ma per le prossime due settimane, su disposizione del sindaco, sono scattati gli obblighi di mascherine anche all'aperto h24 e l’accesso scaglionato ai negozi; il divieto di feste ed eventi pubblici e privati che comportino assembramenti; la chiusura anticipata alle 22 di esercizi e attività commerciali, alle 23 di ristoranti e attività di ristorazione in genere, con obbligo di tenuta del registro di accesso e presenza dei clienti; il divieto di giochi con carte nei bar e nei circoli privati; i divieti di stazionare nelle aree limitrofe agli esercizi pubblici. Inoltre, gli uffici comunali faranno attività di sportello solo dalle 9 alle 12 e solo per motivi improcrastinabili e urgenti, previo appuntamento telefonico.
LA PROVA DEL NOVE. Per ora il paese di 500 anime resta un caso isolato in regione, ma da domani l’Abruzzo è chiamato ad affrontare la prova più difficile. Comincia la prima delle 2-3 settimane decisive in Italia per evitare che l’epidemia invada le scuole. È l’Istituto superiore di Sanità a lanciare l’avvertimento. E lo fa in questo passaggio dell’ultimo report sul Covid: «Non è possibile valutare, al momento, l’impatto che l’apertura delle scuole in Italia avrà sull’andamento dell’epidemia», premettono gli esperti dell’Iss, «ma si ritiene che questo aspetto sarà valutabile a partire dalle prossime 2-3 settimane. La riapertura delle scuole», sottolineano, «rimane uno degli elementi da monitorare attentamente».
E consigliano: «L’aumento delle capacità di offerta diagnostica deve essere accompagnato dal potenziamento dei servizi territoriali e delle attività di contact tracing (ricerca dei contatti) in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire una efficiente gestione dei casi e contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l'isolamento immediato dei casi secondari». In altre parole l’arma migliore per proteggere la scuola è «la riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento, un elemento fondamentale per il controllo della diffusione dell’infezione».
CODICE ROSSO. Proprio per questo motivo l’ultima ordinanza firmata dal governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, su input del capo del dipartimento della Salute, Claudio D’Amario, e del referente sanitario regionale per l’emergenza, Alberto Albani, crea una corsia altamente preferenziale per i test su casi sospetti scoperti in classe, attribuendo ai tamponi effettuati il codice di priorità rosso.