Anche un morto tra i falsi assunti: ecco come veniva truffato l’Inps

Tra le carte della maxi inchiesta, spuntano fuori nuovi dettagli a carico dei professionisti coinvolti In una delle imprese fittizie, risultava tra i dipendenti (con tanto di stipendio) una persona deceduta
PESCARA. Nell’inchiesta con 260 indagati sui falsi lavoratori e sulle ditte fittizie create per truffare l’Inps, dalle carte emergono anche alcune curiosità. Gianni Filippo Liani, ad esempio, il reclutatore di lavoratori che il gip definisce «soggetto avvezzo ai traffici illeciti di stupefacenti, che non ha remore a detenere illegalmente armi e che ha capacità di coinvolgere in azioni truffaldine un nutrito numero di soggetti», non ha perso l'occasione per sfruttare anche lui quel sistema illecito e truffaldino, che avrebbe prodotto un raggiro da mezzo milione di euro.
«E' emerso», scrive il gip Nicola Colantonio nella sua misura cautelare, «che Liani», residente a San Giovanni Teatino e ora ai domiciliari, «ha percepito personalmente, e indebitamente, l'indennità di disoccupazione per la somma complessiva di euro 4.339, risultando assunto, per ben quattro circostanze, presso le ditte individuali....», tutte naturalmente fittizie. Non solo, ma sempre stando alle indagini della finanza e alle numerosissime testimonianze raccolte, il faccendiere Liani rendeva un «servizio ad ampio raggio» e «dispensava consigli» legali agli indagati, titolari di aziende fittizie, che a lui si erano rivolti dopo essere venuti a conoscenza delle indagini in corso nei loro confronti. Si era adoperato per dare consigli sul comportamento da assumere nel corso delle attività di indagine della polizia giudiziaria, facendo anche incontrare al titolare di una delle ditte nel mirino, un suo amico avvocato. Ma in cima alle curiosità, c'è sicuramente l'assunzione di un morto. In relazione a una delle ditte fittizie gestite dal pescarese Nicola Mancinelli (per conto del quale quest'ultimo presentò il modello 770 per l'anno 2016), il consulente del lavoro «procedeva all'assunzione formale di tale Z....., sebbene il predetto fosse già deceduto il data 29 giugno 2016 (soggetto che risultava formalmente assunto dal 6 luglio 2016 al 31 marzo 2017, percependo per l'anno 2016 un importo di euro 2.735, come risulta dalla certificazione unica lavoro dipendente inviata all'Agenzia delle entrate)». Insomma, non si sarebbero fermati davanti a nulla. E il gip, nel motivare la sua decisione sulla interdizione dalla professione, parla della «propensione delinquenziale» del commercialista di Francavilla Paolo Savino e di Mancinelli, «pur a fronte dello stato di formale incensuratezza, che si desume dalla capacità dei predetti di utilizzare, per un arco di temporale assolutamente rilevante, e piegare le proprie indubbie competenze professionali per fini illeciti: per truffare un ente pubblico e raggiungere rilevanti profitti economici a danno della collettività».

