Ancora dieci giorni in zona gialla D’Amario: ma l’arancione è vicino

14 Gennaio 2022

I ricoveri in terapia intensiva superano la soglia limite. L’esperto: «L’80% non è vaccinato» 

Il tasso di occupazione delle terapie intensive supera la soglia limite da zona arancione, ma l’Abruzzo resterà in zona gialla almeno fino al 24 gennaio. Ieri, infatti, il numero di pazienti in area medica è tornato a salire, ma non abbastanza da far scattare già oggi la nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, che avrebbe comportato da lunedì il cambio di colore, con le sue restrizioni negli spostamenti e nell’accesso ai centri commerciali per i non vaccinati.
Il passaggio in arancione sembra però ormai inevitabile. Questo, almeno, se le regole per il calcolo degli ospedalizzati resteranno quelle attuali. «Siamo vicini al cambio di colore, soprattutto a causa dei non vaccinati che finiscono in ospedale, dove sono l’80% del totale», spiega Claudio D’Amario, direttore del dipartimento Salute e Welfare della Regione, secondo cui la discesa della curva della quarta ondata «comincerà dopo il 20 di gennaio, permettendo all’Abruzzo di evitare la zona rossa». Continua però l’esperto, riferendosi alla riunione di ieri del Comitato interregionale prevenzione Cip: «Abbiamo però chiesto al ministero di revisionare il modo in cui vengono conteggiati i ricoverati, chiedendo che vengano indicati solo gli effettivi casi clinici riferiti al Covid e togliendo chi è positivo ma finisce nelle strutture sanitarie per altre patologie».
Nel frattempo, per il secondo giorno consecutivo, il numero dei nuovi positivi è sceso sotto la soglia psicologica dei 4mila casi in 24 ore, offrendo un primo timido segnale di rallentamento della curva, ma colpendo ancora una volta soprattutto l’area metropolitana di Pescara e il Chietino. Ma c’è una nuova vittima delle complicanze del Covid: si tratta di un 63enne residente fuori regione, deceduto però in Abruzzo.
RICOVERI ANCORA
IN CRESCITA
Il numero dei pazienti assistiti negli ospedali abruzzesi ieri è cresciuto di 13 unità. Sono 11 i nuovi ricoverati nei reparti di area medica, dove al momento sono ospitati 349 abruzzesi. I pazienti in terapia intensiva, invece, sono saliti di due, raggiungendo quota 37. Non erano così tanti dal 29 aprile scorso, quando però la curva era in calo dopo il picco della durissima terza ondata della pandemia.
QUANTO MANCA
PER L’ ARANCIONE
Con i due nuovi pazienti in terapia intensiva, il tasso di occupazione dei posti letto nelle rianimazioni abruzzesi è salito dal 19 al 20%. Raggiunta, quindi, la soglia limite fissata per il cambio di colore della regione dalla zona gialla a quella arancione.
Già abbondantemente superata, invece, la soglia sull’incidenza settimanale dei casi ogni centomila abitanti.
A mantenere l’Abruzzo in giallo per un’altra settimana sono quindi 48 posti letto liberi in area medica, che valgono il 4% del tasso di occupazione che manca per raggiungere la soglia limite del 30%. Anche se quei 48 posti letto dovessero riempirsi nella giornata di oggi, non avrebbero il tempo tecnico per finire sul tavolo dell’Unità di crisi regionale e di conseguenza del Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, che entrambi si riuniranno in giornata per il consueto monitoraggio settimanale. Quindi niente cambio di colore da lunedì. Ma margine sottilissimo e probabile cambio di colore da lunedì 24 gennaio, a meno che, appunto, non cambino le regole.
L’APPELLO
DELL’ESPERTO
«Con la variante Omicron e la sua facilità di trasmissione, i non vaccinati si contageranno quasi tutti, con alte possibilità di finire in ospedale», dice D’Amario, «siamo quindi preoccupati per loro e per l’impatto sugli ospedali. La zona arancione è vicina, ma possiamo ancora scongiurare la zona rossa. Possiamo farlo aumentando la copertura vaccinale della popolazione e sperando che vengano confermate le previsioni secondo cui da fine mese, magari già dal 20 gennaio, la quarta ondata comincerà la sua discesa».
MENO DI 4MILA
NUOVI POSITIVI
I contagiati segnalati dal bollettino regionale di ieri sono 3.610. La più giovane dei nuovi positivi è una bambina di 2 mesi del Teramano, la più anziana una 105enne del Chietino. I 3.610 casi sono stati scovati con 5.360 tamponi molecolari e 24.057 test antigenici rapidi (con questi ultimi sono stati trovati 2.565 dei nuovi positivi). Complessivamente, quindi, il tasso di positività dei tamponi è risalito al 12,28%. Al netto dei 480 nuovi guariti, quindi, gli attualmente positivi in Abruzzo sono 60.747: nuovo record assoluto.
Il primato dei nuovi casi è ancora una volta del Chietino, dove ne sono stati scovati 1.154. A seguire il Pescarese con 855, il Teramano con 813 e l’Aquilano con 656. Come ormai da settimane, il virus continua a correre di più nell’area metropolitana. Tra le città, infatti, è di nuovo Pescara ad avere più nuovi positivi in 24 ore (309), seguita da Chieti (164) e da Montesilvano (154). Sopra i cento nuovi casi anche Vasto (139), Teramo (114), L’Aquila (104) e Lanciano (100).