Ancora in sella i fedelissimi dell’ex premier
Maria Elena Boschi non è stata bocciata, Luca Lotti è stato promosso. Il giglio magico si rinforza
ROMA. Dalle opposizioni arriva il coro: si scrive governo Gentiloni, si legge Renzi-bis. Una lettura giustificata dalla mancata bocciatura di Maria Elena Boschi e la promozione del fedelissimo Luca Lotti. C’è ancora più “giglio magico” vicino al nuovo premier.
La madrina della riforma costituzionale, infatti, esaurita la ragion d’essere del suo ministero, lascia i rapporti con il Parlamento ad Anna Finocchiaro e siede alla destra del nuovo premier, come sottosegretaria unica alla presidenza del Consiglio. Erano in molti a volere un passo indietro di Boschi dopo la valanga di No (59,1%) al progetto di revisione della Carta che portava il suo nome. Persino nel suo paese di residenza, Laterina in provincia di Arezzo, la riforma non è riuscita a sfondare. Complici, è vero, le eventuali colpe di papà Pier Luigi, indagato per il crac di Banca Etruria. Mancano ventitré voti all’appello: 1014 No contro 991 Sì. Ma sono ventitré pugnalate da «Quoque tu», come quelle che alle idi di marzo Bruto rifilò a Cesare. Si narra che Matteo Renzi, infatti, volesse riportarla con sé nel partito, ma poi abbia lasciato a lei facoltà di scelta. E l’ex ministra, in questo caso, avrebbe scelto di restare nella stanza dei bottoni, ma più vicina al centro del potere. Non è un caso che si sia “ritrovata” nella foto del passaggio di consegne tra il vecchio premier e il nuovo. È la madrina della continuità.
Mantiene le deleghe all’Editoria e al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) Luca Lotti, che da sottosegretario, però, diventa ministro dello Sport, con grande giubilo del presidente del Coni Giovanni Malagò: «Ho parlato con lui poco fa - ha detto - era la nostra speranza che ci fosse continuità visti i molti progetti che abbiamo in piedi». All’inizio si prospettava un suo trasloco ai servizi segreti, delega lasciata libera da Marco Minniti al ministero degli Interni. Invece il «braccio destro e sinistro» di Matteo Renzi, l’uomo che ha condiviso con l’ex premier i primi passi alla Leopolda e il mito della «rottamazione», è stato dirottato tra gli atleti. I due si conoscono nel 2005, quando Lotti, empolese di nascita, era consigliere comunale a Firenze nel 2005 e Renzi presidente della provincia. Nel 2013 è tra i deputati renziani della prima ora e nel 2014 diventa sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E da allora, insieme a Maria Elena, siede nella stanza dei bottoni.
(and. sc.)
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