Anglani, è un pescarese l’avvocato dell’anno

26 Giugno 2016

Ex rappresentante d’istituto del “da Vinci”, assiste la Lega Calcio sui diritti Tv Partner del prestigioso studio BonelliErede, torna per l’annuale festa in terrazza

PESCARA. Da animatore Valtur al palco del museo della Scienza di Milano dove martedì scorso è stato premiato “avvocato dell’anno Rising star” durante i Legalcommunity Corporate M&A Awards 2016 che si propongono di fare emergere le eccellenze del mercato legale.

Francesco Anglani, ex studente pescarese dello scientifico Da Vinci, quarant’anni da compiere a ottobre non ha problemi a dire «la mia esperienza nei villaggi vacanze, dove settimanalmente ti devi confrontare con 800-900 persone, mi ha insegnato a interagire con le persone, a decriptare velocemente chi hai davanti e a sapermi modulare a seconda dell’interlocutore».

Eppure c’è dell’altro se appena 26enne Anglani, dopo uno stage che doveva durare tre mesi, alla fine è entrato in uno degli studi legali più importanti e affermati a livello internazionale, il BonelliErede, 350 avvocati sparsi tra gli studi di Bruxelles, Londra, Milano, Genova e Roma e un fatturato di circa 130milioni l’anno. E, ancora, non è un caso se proprio l’anno scorso ne è diventato socio, con la sua specializzazione in concorrenza, antitrust e diritto dell’Unione europea che l’hanno portato a occuparsi di vicende importanti come quella che lo vede impegnato in questo periodo nella vicenda dei diritti Tv per il calcio (il 6 luglio si discute il ricorso), assistendo la Lega calcio nel procedimento con cui l’Agcm avrebbe accertato che, con il suo advisor commerciale Infront, si sarebbe accordata con Sky e Mediaset alterando la gara da oltre un miliardo di euro per l’assegnazione dei diritti audiovisivi del campionato di calcio di serie A per il 2015-2018.

Avvocato, iniziamo dal premio, com’è andata?

Sapevo di essere in nomination con altri avvocati, circa quindici, di altri studi italiani e internazionali, ma l’ho saputo quando mi hanno chiamato sul palco, ed è stata una grandissima soddisfazione.

A chi il primo pensiero?

Ai miei genitori, entrambi avvocati, Donato Anglani e Maria Elisa Rubino, a mia moglie Francesca Ventura, ma anche a mio nonno materno Cosimo Rubino, magistrato che ha concluso la carriera in Cassazione e a nonna Rachele, di cui mia figlia porta il nome.

Che studente è stato?

All’università sono andato veloce, mi sono laureato in tre anni a Teramo, in Giurisprudenza, ma a scuola non è che brillassi. Però ci stavo bene, l’ho sempre vissuta appieno, ero felice di andarci, magari anche facendo filone in bagno, ma sono stati anni belli. Ho fatto il rappresentante d’istituto per tre anni, mi ricordo che occupammo per la prima volta la scuola e il preside Del Villano mi chiamò: “Ma come vi viene in mente?” mi disse col suo tono burbero. Ma avevamo deciso. Ho un bellissimo ricordo del preside. E anche di quel periodo.

Che sezione faceva?

La C. Tra i miei compagni c’erano Paolo Cardano, ancora mio grande amico, Francesca Fioritoni, Paola Radico.

Tra i professori chi ricorda?

Con i professori ho sempre avuto un rapporto di simpatia, con la Di Carmine d’italiano, con lo stesso Del Villano, e anche con il professore d’inglese, Ciardulli, molto rigoroso. Io non ero particolarmente bravo in inglese, mi piacerebbe incontrarlo per dirgli che adesso spesso mi capita di parlare e lavorare in inglese.

Ma da ragazzo già sapeva che cosa voleva fare?

I miei genitori hanno uno studio legale ben avviato a Pescara e sinceramente l’idea era di fare Giurisprudenza per entrare con loro. Ma poco prima di laurearmi mi capitò tra le mani una rivista con un servizio sugli studi legali d’affari, ho capito che c’era dell’altro, e c’ho voluto provare.

E come si fa?

Mi sono laureato a 23 anni, ho fatto un master all’università di Pescara in giurista d’impresa per arricchire il mio percorso. Tra i docenti c’erano i professori Merola e Pappalardo, all’epoca responsabili delle sedi di Bruxelles di Bonelli Erede e quando alla fine del master risultai miglior studente mi proposero uno stage di tre mesi da loro a Bruxelles. Che poi divennero sei mesi e alla fine sono diventati 12 anni. Dopo Bruxelles, cinque anni, sono stato due anni nella sede di Londra, poi a Roma e oggi mi divido tra Roma, Milano e anche Pescara.

Qualche causa.

A parte la vicenda dei diritti Tv per la Lega, ho assistito Monte dei Paschi di Siena e Bnl per l’applicazione della commissione interbancaria, il caso Mastercard, la Telecom Italia e Ceit Impianti nell’ambito dei servizi di manutenzione della rete telefonica, a Pescara la Sogeda, la De Cecco, Petruzzi per Villa Pini.

Quindi a Pescara ci torna?

Ci torno perché ho casa, ci sono i miei genitori, gli amici, ma ho la fortuna di doverci venire anche per lavoro. E poi in questi giorni sono qui per la festa che faccio ogni anno dal 2000. Prima di sposarmi si faceva aa casa dei miei, adesso a casa mia e di Francesca. Vengono più di 150 persone con inviti che partono diversi mesi prima. È un’occasione per rivedere tutti gli amici che non posso vedere durante l’anno. Ma arrivano anche amici da fuori, da Bruxelles, da Londra, dagli Stati Uniti. Alcuni di loro si sono sposati o fidanzati con amiche pescaresi conosciute proprio in occasione di queste feste.

La festa c’è stasera (ieri ndr). Chi ci sarà?

Tanti amici, molti professionisti e imprenditori. Tra gli altri Federica Chiavaroli, Michele Russo, Guerino Testa, Enzo Di Maio, Paolo Cardano, Antonio Martorella, Franco Marchegiani, Stefano Menozzi, Lorenzo Mattioli, i miei testimoni di nozze Gianluca Fusco, Antonio Barreca, Piero Antonio De Luca Morabito, tanti.

Siamo sotto esami di Stato. Che consiglio dà ai maturandi?

Di seguire l’istinto e mettercela tutta cercando di inseguire il sogno. È dura, si tratta di fare sacrifici, affrontare incertezze e difficoltà perché c’è una concorrenza spietata e spesso, se si va fuori, ci si ritrova da soli, non è facile.

Se non avesse fatto l’avvocato, che cosa avrebbe fatto?

L’animatore turistico, piuttosto che lo showman.

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