Annita e Dora, gemelle di 100 anni «Libri, messa e ognuna a casa sua»

Le sorelle Di Domenico si raccontano: inseparabili da ragazze, poi abbiamo preso strade diverse Fiere e orgogliose, abitano a poca distanza ma non vogliono vivere insieme: noi non siamo uguali
PESCARA. «Il nostro sogno? Arrivare a 101 anni». Sorelle, gemelle e centenarie. Annita e Dora Di Domenico, pescaresi originarie del Teramano, hanno da poco spento cento candeline. Una messa nelle rispettive parrocchie, la Madonna del Rosario e la Madonna della Pace guidate rispettivamente da don Windel Pastoriza e don Antonio D’Antonio, e gli auguri del sindaco Carlo Masci che ha donato loro una pergamena e parole d’affetto: «Per aver portato nel Terzo millennio l’esperienza e la carica di umanità della lunga stagione del Novecento».
Annita, maestra dal carattere rigoroso ed essenziale. Dora, benefattrice dal cuore grande e amante della moda. Gemelle diverse, che però è il loro tratto distintivo. «Mai avremmo pensato di arrivarci, ma ogni giorno chiediamo al Signore di darci un giorno in più», dice Annita, signora dal piglio deciso che racconta la vita di entrambe, sconvolta dalle guerre e dal terrore che qualcuno di famiglia finisse nei lager tedeschi: una vita che ad un certo punto ha preso strade diverse. «Fino a 15 anni eravamo molto legate, stavamo sempre insieme. Poi io mi sono fidanzata con Domenico Francavilla, professore di matematica di Andria, incontrato a Napoli. Ci siamo sposati a Teramo, nella chiesa del Madonna del Carmine nel 1950 e poi siamo andati a vivere a Reggio Emilia», racconta Annita nella sua casa di via Raffaello, ricca di fotografie, ricordi e libri.
La sorella Dora, abita a poche centinaia di metri di distanza ma ognuna vuole restare a casa propria, forti del loro carattere fiero e indipendente. «Abbiamo vissuto insieme tre mesi durante il terremoto del 2009, ma solo perché Dora aveva paura», si beccano.
A Reggio Emilia, Annita ha fatto «tanti sacrifici» insieme al marito divisa tra «la scuola di giorno, le lezioni serali ai militari di artiglieria per 10mila lire al mese di stipendio e la notte a sgobbare sui libri per vincere il concorso come insegnante di ruolo dopo il diploma alle Magistrali». Per 12 anni le gemelle (eterozigote) si sono viste «solo d’estate, in vacanza», poi Annita e il marito decidono di trasferirsi a Pescara, il 16 maggio 2001. La vita di Dora, laureata in Lettere a Roma nel 1946, nel frattempo, è sempre stata scandita dalle messe e dalla tanta beneficenza. Nessuna delle due ha figli: «Non sono arrivati», la nostalgia di Annita, «ma ora mi manca un figlio che accompagni la mia vecchiaia». Il rimpianto di Annita è di «non aver adottato un bambino e mi manca mio marito», scomparso nel 2003. Però sono zie adorate di sette nipoti: Mauro, Fabrizio, Flavio, Sandro, Massimo, Gianfranco e Gianni (deceduto).
Le sorelle centenarie, che ieri hanno proseguito i festeggiamenti del compleanno con i parenti di Mosciano nel Teramano, sono nate il 19 settembre 1922 da mamma Angela e papà Berardino, maresciallo della Finanza che dopo il congedo, nel 1933, aprì una rivendita di sale e tabacchi nella piazza del Carmine dove la gente acquistava «30 grammi di sale e 50 fiammiferi con la tessera annonaria». Prime di cinque figlie, due decedute, Maria e Amalia, Piera vive nella Capitale. I loro 20 anni sono stati anni segnati «dalla paura dei tedeschi che entravano in casa e rubavano tutto. Abbiamo nascosto papà in soffitta per evitare che lo catturassero e lo portassero ai lager, erano tempi difficili, abbiamo avuto tanta paura». Il segreto della loro longevità sta «nella vita semplice e cibi sani, ma anche tante letture per l’animo. E poi, di sicuro, l’ereditarietà dei geni di famiglia, per il resto siamo diverse, ognuna ha vissuto come se non avesse una gemella». Annita dice di Dora: «È tutta cultura e vanità». Dora rimprovera ad Annita di essere una perfettina, la «marescialla di casa, pignola e maniaca dell’ordine». Oltre ai libri, il mare è la passione di Annita: «Quattro anni fa per poter vedere il mare sono andata in vacanza per una settimana al Sea Lion di Montesilvano con la mia amica stilista, Annamaria Di Nicola. Guardavamo il mare dalle terrazze e le cameriere hanno riso quando abbiamo detto loro di abitare a Pescara». Un consiglio ai giovani: «Devono studiare e lavorare con onestà, invece spesso scelgono le scorciatoie». Paura della morte? «No, abbiamo fede nel Signore. E ora il nostro sogno è arrivare a 101 anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

