«Antenne, elettrosmog alle stelle in città»

5 Febbraio 2023

Il M5S: consegnato al Comune un dossier nel 2019 con le zone a rischio, faremo un esposto in procura

PESCARA. Torna a suonare l’allarme per le antenne. Ieri, i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno indetto una conferenza stampa per denunciare i rischi per i cittadini, in vista del nuovo Regolamento comunale per l’installazione degli impianti di telecomunicazioni che dovrebbe essere esaminato domani in consiglio. Il condizionale è d’obbligo, perché l’intenzione dell’amministrazione sarebbe quella di rimandare la discussione.
«C’è una situazione potenzialmente allarmante a cui va data immediatamente soluzione», hanno detto i consiglieri M5S, «i cittadini di molte zone di Pescara potrebbero essere stati esposti nelle loro case, per anni, a livelli di campi elettromagnetici superiori a quelli fissati dalla legge, con conseguenze dannose per la salute».
Gli esponenti dei 5 Stelle hanno fatto riferimento a un quadro descritto nella relazione tecnica consegnata nel 2019 al Comune di Pescara dalla società Polab ed ora allegata alla delibera di approvazione del nuovo Regolamento.
«Nel 2018», hanno ricordato i consiglieri Paolo Sola, Massimo Di Renzo ed Erika Alessandrini, «il Comune di Pescara ha commissionato per 80.000 euro alla Polab uno studio per verificare, attraverso le simulazioni, la situazione relativa all'esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici considerando gli effetti cumulativi delle antenne attive a quella data. Lo studio è stato consegnato nel 2019 e mette in luce evidenti punti di criticità relativamente alle prolungate esposizioni che arrivano a superare quasi i 20 volt per metro, ovvero 4 volte superiori ai limiti di legge stabiliti in un massimo di 6 volt per metro. Ci sono casi allarmanti in viale Bovio, in via Malagrida, così come sul lungomare Cristoforo Colombo o in via Milano, specie ai piani alti di alcuni edifici di civili abitazioni. Non possiamo non sentirci in dovere di segnalare pubblicamente la nostra preoccupazione considerando che dal 2019 ad oggi non solo quei gestori hanno moltiplicato considerevolmente le loro installazioni, ma si sono aggiunti gli effetti prodotti dalle nuove antenne».
«Ci chiediamo, inoltre», hanno aggiunto, «come dal 2019 ad oggi tutti gli enti preposti al controllo e alla verifica, ossia Comune, Regione, Arta, Asl, e coinvolti nel procedimento di redazione del Piano, venuti a conoscenza del contenuto del documento Polab, non abbiano fatto nulla per tutelare la salute dei cittadini nonostante ci fossero evidenze documentali di decine di criticità e segnalazioni ripetute da parte di comitati cittadini. A tal proposito stiamo valutando la presentazione di un esposto alla procura della Repubblica per verificare se ci siano stati comportamenti omissivi da parte di chi poteva agire e non lo ha fatto».