Antosa: illegittima la decisione di chiudere il Tar a Pescara

10 Luglio 2014

PESCARA. «La decisione governativa sulla soppressione della sezione distaccata del Tar di Pescara, contrasta con le previsioni dello Statuto regionale che contempla la compresenza di Pescara e L’Aquil...

PESCARA. «La decisione governativa sulla soppressione della sezione distaccata del Tar di Pescara, contrasta con le previsioni dello Statuto regionale che contempla la compresenza di Pescara e L’Aquila come capoluoghi regionali aventi specifiche attitudini, tra loro complementari».

Così, Laura Antosa, neo eletta presidente della Consulta delle professioni recentemente istituita in Camera di commercio a Pescara.

Una decisione quella di sopprimere il tribunale amministrativo regionale a Pescara che, secondo Antosa, «non trova conforto neanche nei principi di economicità, perché non tiene conto dell’alta produttività della sezione di Pescara che ha ridotto l’arretrato del 64% e che ha introiti di gran lunga superiori alle spese necessarie al suo funzionamento».

«Gli incassi per il 2013», spiega il presidente della Consulta delle professioni, «sono stati pari a 528.349,44 euro a fronte di un budget di spesa di 167.633,61 euro complessivi».

Sull’argomento della prevista soppressione della sezione pescarese del Tar, la Consulta delle professioni, convocata in seduta straordinaria dalla giunta camerale, per lunedì prossimo 14 luglio, alle ore 15,30, si confronterà con i sindaci delle principali città, con i presidenti degli enti provinciali, con i rappresentanti delle professioni e delle organizzazioni di categoria delle province di Pescara e Chieti , con i parlamentari del territorio e il presidente della Regione.

«Una tale evenienza», aggiunge Laura Antosa, «priverebbe il territorio di competenza (le province di Chieti e Pescara) di un fondamentale presidio giurisdizionale, dimenticando che si tratta di ambiti vasti e popolosi dove sono concentrate le maggiori attività economiche della regione».

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