Anziana raggirata dal finto nipote Ma la polizia arresta il truffatore

10 Aprile 2022

Si spacciano per il familiare al telefono: «Se non saldo il debito di settemila euro, arrestano papà» La nonna, 88 anni, consegna fede e risparmi al 28enne campano e poi anche i soldi del bancomat

PESCARA. Il metodo cambia di poco, ma la strategia di fondo è sempre la stessa. I truffatori che prendono di mira gli anziani fingono, spesso e volentieri, di essere parenti della vittima. E così riescono a spillare soldi e oggetti preziosi.
Ci provano in continuazione, alcune volte ci riescono, come è successo il 9 marzo a una donna di 88 anni, sola in casa, che vive in centro. Ha consegnato a uno sconosciuto, che poi si è scoperto essere un pregiudicato di Napoli di 28 anni, contanti e gioielli per 6.500 euro. In questo mese la squadra mobile di Pescara ha ricostruito tutto nei minimi dettagli, lo ha individuato e ora lo ha anche arrestato, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara.
I fatti raccontano di una spregiudicatezza senza pari e di un meccanismo pensato e affinato anche nei minimi dettagli. Ma qualcosa deve essere sfuggito alla banda visto che uno dei truffatori è stato scoperto, grazie al lavoro prezioso della polizia scientifica, che ha affiancato la Mobile nelle indagini. E ora si cercano i suoi complici, almeno due, che hanno intrattenuto l’anziana al telefono e l’hanno convinta a consegnare i suoi risparmi.
Tutto comincia quando a casa della donna di 88 anni squilla il telefono. Dall’altra parte c’è un uomo che dice di essere il nipote e racconta di essere in difficoltà, insieme al padre, di rischiare l’arresto perché non hanno estinto un debito, dopo aver comprato materiale elettronico per 7.000 euro. La donna comincia a preoccuparsi, a pensare di dover aiutare il figlio e il nipote per tirarli fuori dai guai. Mentre si interroga su come affrontare il problema, squilla anche il suo cellulare. Un uomo dice di essere un impiegato delle Poste, spiega che la ditta che deve essere pagata dai suoi parenti ha sede proprio in un ufficio postale e annuncia che il nipote rischia l’arresto: l’unico modo per evitarlo è pagare. La nonna non ha dubbi sul da farsi. Quando alla porta di casa si presenta un uomo sui trent’anni dall’accento campano (cioè il 28enne arrestato nelle ultime ore) e dice di dover riscuotere la somma da portare all’ufficio postale, la nonna mette insieme gli oggetti in oro che tiene a casa, per un valore di 4.000 euro, e 500 euro in contanti. Rinuncia, tra l’altro, alla sua fede nuziale, e la consegna all’impostore: nulla vale di più del figlio e del nipote. Ma allo sconosciuto non basta: infila tutto in un sacchetto e dice alla donna che il debito non è ancora saldato per cui non può fare altro che denunciare padre e figlio, che restano insolventi, a meno che la donna non sia intestataria di una carta di pagamento, ma non è così. A quel punto, facendo leva sul grande cuore della nonna, la truffa riprende vigore. Al telefono di casa c’è ancora il finto nipote che implora l’anziana. «Nonna», dice, «dagli tutti i soldi altrimenti arrestano me e mio padre, non stare lì a pensare». E fa così, non ci pensa su due volte: prende la tessera bancomat, va all’ufficio postale e preleva duemila euro dal conto, dandoli allo sconosciuto che si è ripresentato a casa. Lo fa sperando di aver salvato figlio e nipote dal carcere ma nel pomeriggio capisce di essere finita in un clamoroso imbroglio. Quando il figlio la chiama, l’anziana realizza che non c’è mai stato un debito da saldare, non c’è mai stata una telefonata del nipote dai toni disperati. Parte la segnalazione alla polizia: la speranza della vittima e dei familiari è di fermare la banda. E la squadra mobile, diretta da Gianluca Di Frischia, arriva a uno dei componenti e lo arresta: è in carcere. Ma non è finita, perché questa e altre indagini sulle truffe agli anziani sono tuttora in corso.