Aperture serali dei negozi L’idea piace alla città

13 Luglio 2018

L’assessore Cuzzi rilancia la proposta di Confcommercio: «Sì a nuovi eventi» Riviere chiuse al traffico per l’arrivo dei big dello spettacolo e della musica

PESCARA. Oltre nove chilometri di riviera trasformati in un unico percorso. È la piazza lineare, il grande palcoscenico itinerante della notte bianca dell’Adriatico che la città torna a ospitare domani per il terzo anno. Da nord a sud tanti eventi e altrettanti ospiti e, da parte dell’amministrazione comunale, un solo obiettivo: superare le 188mila presenze del 2016 e le 250mila dell’anno scorso. Oltre a Loredana Bertè (Arena del Mare, ore 22.30) e Irene Grandi (Stadio del Mare, all’una), ci saranno Alborosie (alle 3 all’ex Cofa), Noyz Narcos (alle 24 spiaggia libera tra Hawaii e Lampara), Frah Quintale (mezzanotte e mezza all’ex Cofa), Mattia Briga (ore 22 piazza Meridiana), Vincenzo Olivieri ed Edoardo Leo (Nave di Cascella alle 22,30 e alle 23). Poi, ancora, burlesque, teatro dialettale, pizzica, musica, sport, marching band. Imponenti le misure di sicurezza e numerose anche le variazioni alla viabilità cittadina con le Riviere che chiudono alle 17 (dalle 16 il divieto di sosta), mentre sono previste navette e parcheggi gratuiti per raggiungere e seguire tutti gli eventi.
«Si avvicina una manifestazione a cui siamo molto affezionati e che ha dimostrato di meritare il grande successo che ha avuto», dice il sindaco Marco Alessandrini, «ognuno potrà trovare qualcosa da vedere e da gustare sabato sulla nostra riviera. Con una pedonalizzazione così diffusa, vale la pena fare una passeggiata per vedere la riviera come non l’avete mai vista, piena di gente e pronta a far nuovamente volare l’economia cittadina».
Un evento che andrà a bissare ampiamente quanto già assaggiato dalla città sabato scorso con la notte dei saldi e che ha portato la Confcommercio, con il presidente di Federmoda Enzo D’Ottaviantonio, ad avanzare la proposta di allargare le aperture serali dei negozi a tutti i sabato di luglio e agosto. Una proposta che piace ai cittadini ma che divide i commercianti, che devono far quadrare spese e organizzazione del personale.
Una proposta che trova comunque d’accordo l’assessore al Commercio Giacomo Cuzzi: «Una proposta sensata, più che condivisibile, che sposo in pieno. Capisco anche le difficoltà organizzative, ne abbiamo discusso nelle riunioni con commercianti e associazioni di categoria a marzo quando abbiamo programmato le iniziative dedicate al commercio per la stagione estiva. Dobbiamo riuscirci», dice Cuzzi, «sarebbe un fatto estremamente positivo per la città e per il commercio, e come assessorato siamo pronti a fare la nostra parte per promuovere e organizzare manifestazioni aggiuntive al già ricco calendario di eventi. Può essere un elemento ulteriormente attrattivo per il nostro centro commerciale naturale, e mi auguro che anche attraverso una sperimentazione si riesca a fare. Diverse attività già si stanno organizzando, e credo che ci siano le condizioni per mettere a sistema queste aperture. La città in questo periodo è molto frequentata, i dati di arrivi e presenze sono in aumento. Offriremo il massimo sostegno».
«Oggi sono molti più del passato i negozi che, nella liberalizzazione degli orari, restano aperti oltre le 20», rimarca Piero Giampietro, consigliere comunale delegato al centro commerciale naturale, «e credo che in futuro sarà un’esigenza sempre più sentita. Ma è sbagliato isolare il dibattito sugli orari dei negozi ai soli weekend estivi: si deve aprire una riflessione seria su come adeguare gli orari al cambiamento degli stili di vita», rimarca Giampietro, «non solo per i negozi ma anche per gli sportelli pubblici, le banche, le aziende che offrono servizi. Sarebbe molto innovativo se per almeno un giorno a settimana negozi e uffici restassero aperti in orari non tradizionali, così da permettere a tutti di fare acquisti o sbrigare pratiche senza dover ricorrere alle ferie o ai permessi. Il commercio, da solo», sottolinea il consigliere comunale, «non riesce a reggere l’attrattività del centro cittadino: c’è bisogno di ulteriori motivazioni come gli eventi e, appunto, la presenza e l’apertura degli uffici che garantirebbero flussi di utenti anche nelle zone non pedonali del centro. In ogni caso», conclude, «per dare vera possibilità di scelta ai negozianti sugli orari, credo sia necessario trovare un accordo territoriale fra associazioni di categoria e sindacati, per decidere come regolamentare in questi casi i turni ed il costo del personale, aspetti centrali nella vita delle piccole attività». (s.d.l.)
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