Aperture serali, i commercianti: servono eventi per attirare gente

6 Luglio 2021

Ancora critiche dopo la proposta di Cremonese di prolungare l’orario nei weekend di luglio e agosto «Per noi è un costo in termini di luce e personale, non si improvvisa. Ci vuole un piano concordato»

PESCARA. Preparare i cittadini al cambiamento. Lavorare su un’attività di promozione e di marketing del territorio per garantire un importante e costante afflusso dei turisti, più inclini alle compere notturne e soprattutto concertare. Sedersi a tavolino, confrontarsi e programmare per tempo tutte le iniziative. Sono le condizioni necessarie secondo i commercianti pescaresi per cominciare il percorso verso l'apertura serale dei negozi, almeno in agosto e almeno nei weekend.
Dopo la scarsa adesione alla Notte dello Shopping che sabato sera ha dato il via ai saldi estivi, continuano le polemiche degli esercenti nei confronti dell'assessore al Commercio Alfredo Cremonese. Questa volta, a suscitare il disappunto dei commercianti, è stato il rinnovo dell'invito dell'esponente della giunta a restare aperti nei fine settimana di luglio e agosto, fino a mezzanotte.
Un obiettivo a cui l'assessore vuole arrivare per l’estate 2022. La proposta però non ha trovato buona accoglienza tra i titolari dei negozi di abbigliamento e di calzature del centro commerciale naturale, ancora amareggiati per le modalità organizzative della Notte dei Saldi di sabato a cui in molti non hanno partecipato, spingendosi al massimo a restare aperti fino alle 21. «Le aperture serali che Cremonese invoca tanto, vanno concertate con i commercianti», accusa Olivia Chiarolla, titolare di Wp Store, e presidente della neonata associazione Pescara Next. «Aprire la sera rappresenta un costo, in termini di luce e soprattutto di personale», sottolinea. «E il ritorno economico non è detto che ci sia. Tanta gente a Pescara va sulla riviera dove non ci sono negozi. Le persone non sono abituate a comprare di sera. Bisogna sedersi e discutere in maniera seria, su questa proposta».
«Stare aperti nei mesi estivi sì, ma solo con un’adeguata organizzazione», affermano Mario Amendolagine e sua figlia Maria, proprietari di Dress Code. «Bisogna preparare le persone a questo cambiamento. Va fatto un programma come si deve, e promuovere l'iniziativa. Sabato nessuno sapeva della Notte dello Shopping e infatti non è stato possibile aderire». Stessa scuola di pensiero per Zara Di Nicola, titolare di Kokio. «La gente va portata piano piano ad abituarsi a una novità simile. Al momento chi frequenta Pescara di sera è proiettato su altro, e quindi onestamente dopo le 21 - 21,30 non ha molto senso restare aperti. Un po’ com’è accaduto sabato sera. Da quella fascia oraria in poi c’è stato un fiume di gente in centro, ma intenzionati a comprare sono stati ben pochi».
«Non ha alcun senso aprire la sera a Pescara». Ne è convinta Concettina Di Lorenzo, di L'Equipe Fashion. «In città di mare come Rimini o Riccione, sono i turisti che fanno shopping di sera, non di certo i residenti. Qui a Pescara non capisco perché non si faccia nulla per attirare gente. Si può parlare di un’apertura serale, ma bisogna confrontarsi con l’assessore e capire su quali condizioni fondare questa iniziativa. Bisogna che ci venga garantito un afflusso importante di persone».
«Aprire in fascia serale», rimarca Morena Gabriele di Mondovela, «genera costi maggiori per un’attività. A Pescara non abbiamo negozi sul lungomare, dove c’è più passeggio di sera e poi le persone non sono abituate. Probabilmente va fatto un percorso graduale in cui noi stessi, aprendo un po’ più tardi il pomeriggio, possiamo cominciare a invogliare i clienti ad acquistare in altri orari. Ma ci vuole tempo. Pescara è una città particolare, dove ciascuno guarda il suo orticello e se non andiamo tutti nella stessa direzione, ottenere un buon risultato diventa ancora più difficile. E poi», conclude, «bisogna organizzare iniziative per attirare più persone possibili in centro».