Appalto da dieci milioni per i rifiuti di 16 Comuni

Montesilvano, Città Sant’Angelo, Spoltore, Cappelle e altri 12 si uniscono per lo smaltimento degli indifferenziati e sventare il blocco alla fine dell’anno
MONTESILVANO. Un appalto da quasi 10 milioni di euro per smaltire i rifiuti di 16 comuni: Montesilvano, che da sola produce circa 21 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, si unisce a Città Sant’Angelo, Spoltore, Cappelle sul Tavo e ad altre 12 amministrazioni per cercare una ditta che smaltisca «i rifiuti urbani» e «i residui della pulizia stradale». L’obiettivo è partire dal primo gennaio 2016 scongiurando il blocco del servizio: il 31 dicembre prossimo, infatti, scadrà l’appalto che è in mano alla Deco, azienda che smaltisce l’immondizia indifferenziata nell’impianto di contrada Casoni a Chieti.
Incarico ad Ambiente spa. Montesilvano e le altre città si sono rivolte ad Ambiente spa, l’ente formato da 42 Comuni della provincia di Pescara: la gara d’appalto, che avrà una durata di due anni, è il primo atto importante del nuovo amministratore unico di Ambiente, Massimo Santarelli, l’avvocato spoltorese che, 5 mesi fa, ha preso il posto dell’esponente Pd Massimo Sfamurri. «In questo caso Ambiente opera come centrale di committenza visto che», spiega Santarelli, «l’Agir, l’autorità regionale che ha competenza sui rifiuti, non è ancora operativa». Per superare l’immobilismo di un ente pubblico che non riesce a muovere i primi passi, i Comuni hanno dato l’incarico ad Ambiente. «L’obiettivo, con la gara d’appalto, è abbattere i costi a carico dei cittadini», dice Santarelli. Perché chi produce più rifiuti, alla fine, pagherà più degli altri: chi adesso spende meno per la raccolta buttando quasi tutto insieme, poi, pagherà di più per lo smaltimento e viceversa. La base d’asta prevede un corrispettivo fissato a 129 euro a tonnellata: Montesilvano, città in cui si produce tanto indifferenziato visto che perché il Comune ha deciso di risparmiare sulla raccolta, potrebbe arrivare a spendere circa 2,7 milioni di euro all’anno solo per lo smaltimento. Invece, Spoltore, con le sue scarse 3 mila tonnellate di indifferenziato all’anno grazie alla differenziata porta a porta, spenderebbe meno di 400 mila euro all’anno.
Tutti i comuni. Gli altri comuni coinvolti sono Cappelle sul Tavo, Moscufo, Elice, Nocciano, San Valentino, Carpineto della Nora, Civitaquana, Brittoli, Salle, Lettomanoppello, Roccamorice, Vicoli e Serramonacesca. Dall’appalto è esclusa Pescara, la città più grande che produce oltre 42 mila tonnellate di pattume indifferenziato all’anno. «Il 26 ottobre scorso», spiega Santarelli, «c’è stata un’assemblea ma Pescara non ha ancora deciso cosa farà: il problema è legato al trasporto dei rifiuti e all’incidenza della spesa».
Appalto veloce. Quella in corso non è una gara normale, ma si tratta di una «procedura ristretta accelerata»: «È una modalità di gara veloce che ci consentirà di avviare il servizio il primo gennaio anche grazie a un’aggiudicazione provvisoria», spieta l’amministratore di Ambiente. I rifiuti del Pescarese potrebbero essere smaltiti, oltre che a Chieti, anche a Lanciano, Sulmona, Avezzano, Teramo e Atri. «L’importante è che i rifiuti restino in Abruzzo», dice Santarelli. Solo un decreto di emergenza del presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso potrebbe indicare una strada diversa.

