Appalto scuolabus, consumatori all’attacco

18 Settembre 2024

L’Arco: la gara unica regionale da 59 milioni fa aumentare i costi per i Comuni dal 30 al 60 per cento

PESCARA. «Areacom, l’Agenzia regionale per la committenza, sta imponendo dallo scorso 18 giugno a 305 Comuni e alle famiglie abruzzesi, costi dello scuolabus maggiorati dal 30% al 60%. Applicando queste direttive, solo per fare un esempio, il Comune di Atri passerebbe da una spesa di 270.000 euro a 650.000 euro. Nella delimitazione delle percorrenze, invece, per il lotto 7 che comprende Pescara e Montesilvano è stato previsto un chilometraggio di soli 261.000 km, un numero insufficiente a coprire persino le necessità di due Comuni come Loreto Aprutino e Cappelle sul Tavo». L’appalto unico regionale da 59 milioni di euro per gli scuolabus finisce nel mirino anche dell’Arco consumatori che parla di effetti esattamente opposti alle attese di risparmio e di razionalizzazione.
L’Arco interviene ad anno scolastico ripartito, il Pd regionale, attraverso il capogruppo, Silvio Paolucci e il consigliere Antonio Blasioli, invece, lo ha fatta per ben due volte durante l’estate. «È inaccettabile che le decisioni siano prese da Areacom senza un minimo di consultazione con i comuni e le associazioni dei consumatori», afferma l’Arco che attende di avere spiegazioni dettagliate sia in merito alle basi di partenza su cui sono stati calcolati gli aumenti obbligatori sia alla metodologia prevista dalla piattaforma Giada di proprietà della Regione Abruzzo.
«Le associazioni che tutelano i diritti delle famiglie per garantire un equo costo di tutti i servizi scolastici, scuola bus compresi», continua Arco, «in attesa di una verifica delle motivazioni di Areacom, chiedono ai Comuni di reagire anche con forme di disobbedienza civile non applicando le discutibili tariffe obbligatorie e non rescindendo i contratti in essere cosi come preteso da Areacom, e alla Regione di convocare un tavolo di confronto con Comuni e consumatori sulle regole e le metodologie che presiedono l’attività di Areacom, come centrale unica di committenza».
E andando oltre gli scuolabus: «Le associazioni dei consumatori contestano la continua vessazione imposta alle famiglie di materiali e servizi scolastici a costi, spesso eccessivi e inutili, relativi a libri di testo acquistati e spesso in gran parte inutilizzati, ed a tutto il materiale didattico obbligatorio di corredo, per le attività musicali, sportive, artistiche, preteso dagli insegnanti senza un minimo controllo sulla loro utilità, e sugli interessi speculativi delle aziende che li producono».
Per questi ultimi motivi le associazioni dei consumatori stanno per lanciare una campagna d’informazione «contro tutti gli sprechi e gli abusi nel settore della scuola, cercando il massimo coinvolgimento di famiglie e istituzioni». (c.s)