«Apparecchio per i tumori Sprecati milioni dalla Asl»

13 Ottobre 2016

Esposto a Corte dei Conti e procura: l’appalto per l’acquisto chiuso 9 mesi fa Eppure il costoso macchinario per la diagnosi precoce viene ancora affittato

PESCARA. L'appalto da 2 milioni e 500mila euro per l'acquisto del macchinario Pet/Ct per la diagnosi precoce dei tumori si è chiuso il 25 gennaio scorso, ma nove mesi dopo si continuano a effettuare gli esami nel rimorchio ancora in affitto parcheggiato nel piazzale interno dell'ospedale civile che alla sanità abruzzese, fresca dell'uscita dal commissariamento, costa 4.214 euro più Iva al giorno.

Una cifra che, se moltiplicata per le 250 sedute annue effettuate dal 2010, anno della locazione, ad oggi, fa lievitare la spesa della Asl a 1 milione e 200 mila euro all'anno per il noleggio della strumentazione esterna. Per questa ragione il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari annuncia la presentazione di un esposto alla Corte dei conti «per accertare se ci siano stati danni erariali» e di una denuncia alla Procura della Repubblica «per verificare se siano stati commessi reati penali». La Pet/Ct (tomografia a emissione di positroni) rappresenta uno degli strumenti diagnostici più innovativi per la rilevazione precoce dei tumori.

L'esame si basa sulla somministrazione di radiofarmaci per via endovenosa allo scopo di valutare la dimensione e la localizzazione delle cellule cancerogene. Questo apparecchio sanitario molto sofisticato non è mai stato acquistato dalla Asl pescarese che, dal 2010 ad oggi, continua a pagare dunque una ditta esterna per avere in affitto il camper con i macchinari. In base ai calcoli del consigliere pentastellato, in 7 anni si sarebbe potuto risparmiare qualcosa come 5 milioni di euro e, con le somme versate, si sarebbero potute acquistare diverse apparecchiature, come a il secondo acceleratore lineare per curare i tumori nel reparto di radiologia.

«E' uno sperpero di denaro pubblico», contesta Pettinari che, già negli anni scorsi, aveva sollevato la questione con due interrogazioni in consiglio regionale, «l'ultima proroga del contratto di affitto scade a dicembre 2016 e non si capisce perché, visto che la gara d'appalto per l'acquisto del macchinario si è conclusa nel mese di gennaio ma ad oggi non ha avuto alcun seguito. Tra l'altro, nonostante la società arrivata seconda abbia presentato il ricorso, non è mai stata emanata una sospensiva e, a distanza di 9 mesi, sono venuti a mancare anche i carichi pendenti». Oltre allo sperpero di denaro pubblico si solleva anche il problema di una violazione delle norme di sicurezza. La strumentazione Pet/Ct, infatti, si trova in un camper parcheggiato nel piazzale interno dell'ospedale, adeguatamente segnalato da transenne. Questo comporta che i pazienti sottoposti agli esami, dopo essere stati iniettati con il radiofarmaco nel reparto di Medicina nucleare, devono salire dal piano interrato al primo piano, proseguendo il tragitto all'esterno per poi raggiungere il rimorchio.

«Ogni volta», rimarca Pettinari, «gli utenti entrano in contatto con altri pazienti portatori di diverse patologie, medici, personale del box accoglienza e persone in sala d'attesa tra le quali donne gravide e bambini. È un percorso non sicuro, che può comportare il rischio di contaminazione per chi frequenta gli altri reparti dell'ospedale». «L'acquisto del macchinario», conclude Pettinari, «oltre che per un risparmio sostanziale è indispensabile per garantire ai pazienti un percorso di radioprotezione nel pieno rispetto delle norme».

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