«Appassionati ed esperti» Corfinio e Isola in lutto

27 Dicembre 2019

Antonucci era un ingegnere, aveva lavorato per la Ferrari e la McLaren Barone impiegato nell’azienda di carni della famiglia, Di Donato attiva nel Cai 

PIETRACAMELA. Dolore e disperazione a Corfinio e Isola.
A Corfinio, poco più di mille abitanti nel centro della Valle Peligna, si piange la morte di Ryszard Barone, di 24 anni , e Andrea Antonucci, di 28 anni, i due alpinisti precipitati sul Gran Sasso. Nei bar ricordano i due ragazzi che proprio alla vigilia di Natale si erano ritrovati in piazza con tanti altri, come si fa nei piccoli centri, per scambiarsi gli auguri prima di darsi appuntamento sul Gran Sasso. In paese tutti conoscevano la loro passione per la montagna e per altri sport. Andrea Antonucci, ingegnere molto apprezzato, dopo la laurea al Politecnico di Milano aveva fatto esperienze lavorative nella scuderia Ferrari e ultimamente aveva all’attivo un contratto con la McLaren Automotive. Il giovane qualche anno fa aveva perso il padre. Viveva da solo e quando era libero dagli impegni professionali tornava a Corfinio.
Conosciuto e molto amato anche Ryszard Barone, secondogenito di Mario e Barbara. Lavorava nell’azienda di famiglia. Il padre è un volto noto nella zona dove da anni rifornisce di carni i supermercati e i negozi. Lascia la sorella e Silvia e il fratello Emidio e un vuoto incolmabile in tutti quelli che lo conoscevano. «Siamo affranti», ha detto il sindaco Massimo Colangelo con le lacrime agli occhi, «li conoscevo bene, due bravissimi ragazzi, amici, atletici, impegnati nel lavoro e nella vita di comunità. Il giorno dei funerali proclameremo il lutto cittadino. Siamo vicini alle famiglie». Nel centro della Valle Peligna, in molti si sono messi in macchina per raggiungere l’ospedale di Teramo e stare vicini ai familiari. E in questo giorno di dolore in tanti hanno ricordato Marco Liberatore, 20enne sportivo e molto amato dai compaesani morto nel 2014 in un incidente mentre viaggiava con il pulmino del rugby Sulmona.
«Franca era sorridente, solare e con la battuta sempre pronta. Era la dinamicità in persona e la montagna e la moto erano le sue grandi passioni»: questo il ricordo degli amici di Franca Di Donato, 48enne di Colliberti di Isola del Gran Sasso, da qualche anno a Cologna, l’escursionista morta sul Gran Sasso il giorno di Natale. Ai Prati era arrivata con il camper che la accompagnava nelle sue gite. Appena poteva, infatti, trascorreva il tempo libero in montagna ed era molto conosciuta nei gruppi Cai di Isola del quale aveva fatto parte fino al 2014 e in quello di Castelli. «Franca era un tipo sprint, un’ esperta di montagna, molto preparata e resistente fisicamente. Preferiva le vie ferrate e fare le escursioni da sola» ricorda Luigi Cervella, presidente Cai Isola. «La si incontrava spesso sul Gran Sasso» aggiunge il suo amico Dino. Nelle sue escursioni Franca amava scoprire sentieri, cime, paesaggi e natura incontaminata che fotografava e postava sui social, soprattutto sul gruppo di fotografia “ Wild Abruzzo2” di cui faceva parte. «Condoglianze alla famiglia della cara Franca» è il messaggio di cordoglio dell’amministratore e fondatore Ugo Di Giammarco. Nell’ultimo periodo era senza occupazione, ma per anni aveva lavorato nell’impresa edile del fratello facendo anche il mestiere di muratore.
Federico Cifani
Adele Di Feliciantonio
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