Appello della Caritas «I pescaresi aiutino i poveri e gli ultimi»

Don Marco Pagniello annuncia le iniziative organizzate per la giornata della povertà e si rivolge a cittadini e politici
PESCARA. «Mettere al centro i poveri, prima conoscendoli e poi aiutandoli. E, quindi, farsi carico di loro». Lo chiede la Caritas diocesana alla città di Pescara in vista della prima giornata mondiale dei poveri che porterà la Caritas stessa ad aprire le proprie strutture a tutti per consentire ai pescaresi di vedere con i propri occhi chi vive ai margini, non solo per questioni economiche ma anche perché malato, disabile, immigrato o mamma sola con un bambino. L’appuntamento con «Caritas a porte aperte» è per il 19 novembre (intera giornata) quando saranno organizzati degli incontri nelle strutture del territorio, dalla Cittadella dell’accoglienza alla casa famiglia per malati di Aids passando per le case per i disabili e le strutture per migranti e richiedenti asilo e rifugiati. «Si può puntare all’integrazione dei poveri solo se li si conosce, altrimenti si parla per slogan», dice don Marco Pagniello, direttore della Caritas che pensa all’invito rivolto da Papa Francesco affinché questa fascia di popolazione venga messa al centro e si riparta da lì. «Povero non è unicamente di chi è indigente ma anche di chi vive una forma di disagio mentale, gli schiavi del gioco o delle sostanze. A volte queste persone non sono poi così evidenti per cui abbiamo stimolato le parrocchie e la comunità a fare uno sforzo in più per scoprirle, il che vuol dire non limitarsi alla denuncia ma farsi carico di loro. Sono certo che ci sia questa capacità all’aiuto». E basta guardarsi un po’ attorno perché «ognuno di noi ha una situazione di bisogno vicina. Si tratta di non far sentire sole queste persone, mettere da parte l’indifferenza che è dettata dalla paura e dalla rabbia, facendo prevalere lo spirito di solidarietà, che c’è».
Sono in programma anche altre due occasioni di incontro e confronto. La prima il 16 novembre, alle 17.30, con un convegno nella sede della fondazione Pescarabruzzo. Saranno illustrati i dati sulla povertà, per un confronto con la situazione nazionale e quella locale. Ci saranno anche gli amministratori pubblici «ma i politici sanno bene qual è la situazione, non hanno bisogno dei miei dati», aggiunge Pagniello. «Certo oggi è difficile fare il politico, si tratta di fare delle scelte, cioè di togliere soldi da una parte per metterli dall’altra». Volendo lanciare un appello a chi si occupa della cosa pubblica don Marco chiede di «discutere meno e attenersi più alla realtà, facendo il possibile».
La Caritas, da parte sua, mette in campo alcuni strumenti. «Sono tanti gli italiani medi che si rivolgono a noi perché fanno fatica ad arrivare a fine mese. Oggi si vedono in maniera chiara, forte, gli effetti della crisi, in particolare su anziani e single, che soffrono di più». La richiesta principale è il lavoro e la risposta della Caritas passa attraverso «i tirocini o la ricerca diretta, magari grazie agli imprenditori che ci sono vicini. E poi abbiamo il microcredito sociale e il prestito della speranza che si aggiungono agli interventi messi in campo da l pubblico. In più, giriamo con il nostro camper a Rancitelli e Fontanelle». Ultimo appuntamento il 26 novembre, con la proiezione del film “L’ordine delle cose” allo Spazio Matta (ore 20.30).
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