Appello per assumere i profughi «Permetteteci di offrire lavoro»

2 Aprile 2022

Stabilimenti, ristoranti e campeggi pronti a firmare i contratti. Anche gli alberghi a disposizione Padovano (Confcommercio): serve l’impegno di chi gestisce i centri di accoglienza, bisogna farlo ora

Qualche ucraino in fuga dalla guerra ha già effettuato colloqui di lavoro per essere assunto nelle attività turistiche abruzzesi, ma anche in altri settori. Il grosso, però, non è stato ancora raggiunto da proposte di lavoro, perché manca una sinergia tra imprese e mondo dell’accoglienza. Questo, almeno, secondo il presidente di Confcommercio Pescara Riccardo Padovano.
«Abbiamo già censito almeno 15 strutture, tra ristoranti, campeggi e stabilimenti balneari, da Ortona a Silvi, che cercano personale e sono disposti a offrire un posto di lavoro stagionale agli ucraini in fuga dalla guerra. Qualche colloquio si è già tenuto – io stesso sto per assumere un profugo nella mia attività – ma abbiamo difficoltà a trovare sinergie con il sistema dei centri di accoglienza per far davvero partire la nostra iniziativa di solidarietà», spiega Padovano, prima di lanciare il suo appello.
Nel frattempo anche Federalberghi si dice disponibile ad assumere ucraini per la stagione, mentre a Cerchio si muovono anche industria e Comune.
L’APPELLO DI STABILIMENTI
E RISTORANTI
«A chi gestisce il sistema dell’accoglienza chiediamo di contattarci. È disponibile il numero della Confcommercio: 085.4313620. Telefonateci. Il momento per inserirli nel mondo del lavoro stagionale è questo. Deve essere fatto prima di Pasqua, poi non sarà più possibile»: questo l’appello di Padovano.
Poi l’imprenditore turistico spiega: «Non vogliamo sfruttare gli ucraini come qualcuno ci accusa. Noi siamo vicini a loro e vogliamo offrirgli una occasione di impiego, ma anche un’opportunità di imparare un mestiere e la cultura culinaria e dell’accoglienza della nostra terra, che potranno portare con loro quando torneranno in Ucraina. Questa per noi è solidarietà». Poi ancora: «È chiaro che la loro assunzione risponde anche a una nostra necessità: quella di trovare personale, che è sempre più difficile. Su questo abbiamo una proposta a lungo termine: l’attivazione di un tavolo, anche con l’ispettorato del lavoro e con i sindacati. L’iniziativa sarà per tutti, quindi ovviamente anche per gli italiani, ma chiameremo anche chi si occupa di accoglienza. Noi intanto continueremo a fare il nostro: a settembre, come facciamo da tempo, avvieremo un percorso formativo per chi vuole lavorare nell’ambito della ristorazione. C’è bisogno di qualificare il personale».
DISPONIBILI
ANCHE GLI ALBERGHI
Anche il sistema degli alberghi si dice disponibile ad assumere i profughi per affrontare la stagione turistica, ma anche per la stessa accoglienza dei rifugiati: le strutture ricettive sono infatti sempre più coinvolte per ospitare gli ucraini in fuga dalla guerra. «Le opportunità di inserire i profughi nel mondo del lavoro stagionale ci potrebbero essere, ma sempre nel rispetto delle norme e se il loro status di rifugiati glielo permetterà», spiega Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, «anche gli albergatori sono ben lieti di poter creare collaborazioni di questo tipo: offrire ai profughi una opportunità di lavoro e rispondere contemporaneamente al nostro problema di reperibilità del personale».
IL PRIMO CASO DI CERCHIO
Nel frattempo anche i comuni si stanno impegnando sul fronte dell’occupazione dei profughi ucraini. Tra questi, c’è l’iniziativa del Comune di Cerchio, già in prima linea nell’accoglienza per profughi, soprattutto minori. Tramite l’interessamento del sindaco Gianfranco Tedeschi, infatti, un ucraino ospite del centro di accoglienza di Cerchio insieme a quattro figlie minori, verrà assunto nei prossimi giorni da un’importante industria della Marsica.