Appello per un’abitazione «Ho due bambini malati»

CAPPELLE SUL TAVO. Una nuova casa per dare ai figli di 2 e 5 anni una sistemazione dignitosa. E' l'appello lanciato al Comune da Noemi Sanna, mamma di 24 anni, che da quattro vive con il marito e i...
CAPPELLE SUL TAVO. Una nuova casa per dare ai figli di 2 e 5 anni una sistemazione dignitosa. E' l'appello lanciato al Comune da Noemi Sanna, mamma di 24 anni, che da quattro vive con il marito e i bimbi in una abitazione fatiscente di piazza della Chiesa a Cappelle sul Tavo.
Ma il sindaco Lorenzo Ferri replica: «Sono dispiaciuto, non ho immobili da assegnare al momento» e aggiunge che non sarebbe corretto scavalcare le graduatorie delle assegnazioni. Però la giovane mamma, originaria di Montesilvano, è disperata: «Durante l'ultima pioggia, si è allagata la cucina e la camera da letto. Ho dovuto portare fuori il materasso ad asciugare e spazzare via l'acqua che aveva inondato i pavimenti. Sul soffitto c'è un buco da cui l'acqua piovana scende, sui pavimenti devo sempre tenere i secchi per raccoglierla. La muffa e l'umidità ricoprono le pareti e dopo ogni temporale la storia si ripete. I miei bambini si sono ammalati di polmonite».
La 24enne, disoccupata come il coniuge che fino a poco tempo fa si arrangiava con lavoretti saltuari, si appella alla sensibilità del sindaco di Cappelle: «Lui conosce la nostra situazione, a settembre ci ha aiutato donandoci un fondo per riverniciare le pareti annerite dalla muffa, ma l'operazione è durata poco, siamo di nuovo punto e a capo. Il sindaco sa che mio marito e io siamo persone perbene, però viviamo un momento di difficoltà».
La coppia, che percepisce un reddito di cittadinanza di 600 euro al mese, due anni fa ha inoltrato domanda al Comune per ottenere un alloggio abitativo di emergenza. Dal municipio hanno risposto che «ce n'era uno in via Cocchione, ma doveva essere rimesso a posto», sostiene Sanna, «sono passati due anni, la situazione della nostra abitazione è peggiorata e noi rischiamo di rimanere senza un tetto sopra la testa. Per questo rivolgiamo un appello urgente al sindaco, affinché velocizzi le operazioni di assegnazione di una dimora dignitosa». Secca la replica di Ferri: «Mi rammarica apprendere di questa ulteriore esigenza della signora Sanna, e ancor più di non poter essere di utilità con l'immediatezza richiesta dal caso perché il Comune di Cappelle sul Tavo non dispone di immobili a tale scopo né mi è possibile interporre buoni uffici con l'Ater che gestisce le unità immobiliari per le quali, per legge, deve seguire una graduatoria».
Pertanto, il sindaco chiarisce di essere «nell'impossibilità di risolvere il problema rappresentato, peraltro non l'unico caso, come l'ufficio dell'assistente sociale potrebbe confermare». E conclude, il primo cittadino di Cappelle: «Sono dispiaciuto oltremodo, ma non ho strumenti che mi pongano nella condizione di intervenire per soddisfare queste esigenze, seppur urgenti».
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