Approvato il vecchio debito ma è rottura con Teodoro

27 Giugno 2017

Via libera dell’aula, dopo 7 sedute, alla delibera per il pagamento di 191mila euro bloccata dal capogruppo. Il Comune ha rischiato un salasso ancora più pesante

PESCARA. Ci sono volute sette sedute per approvare un vecchio debito del Comune, nei confronti del Consorzio industriale Chieti-Pescara, che nel frattempo è lievitato a 191mila euro. Ma l’amministrazione e, dunque i cittadini tramite le tasse, hanno rischiato di pagare un prezzo ancora più alto. Se l’apposita delibera non fosse stata varata entro la fine del mese, il debito sarebbe cresciuto di altri 60mila euro.
Il rischio è stato reale, perché fino a ieri mattina la Lista Teodoro teneva in scacco l’intero consiglio comunale con una valanga di emendamenti che hanno, di fatto, bloccato i lavori per sette sedute. E se l’aula non li avesse votati tutti approvando così la delibera, non sarebbe riuscita a rispettare il termine del 30 giugno per poter accedere al condono, con cui è possibile azzerare il pagamento degli interessi sul vecchio debito.
Ma il comportamento degli esponenti della lista civica, il capogruppo Piernicola Teodoro e il consigliere Massimiliano Pignoli, è stato duramente stigmatizzato, sia dal centrosinistra, che dal centrodestra e dal Movimento 5 Stelle. E ora all’interno della maggioranza, di cui Teodoro continua a dire di far parte, è partita la resa dei conti. E c’è chi sostiene che la rottura tra il sindaco Marco Alessandrini e la famiglia Teodoro sia ormai insanabile. Del resto, i tentativi del primo cittadino di ricucire un dialogo con il capogruppo, promettendogli quel posto in giunta che era stato tolto bruscamente ad ottobre a Veronica Teodoro, figlia dell’ex consigliere provinciale Gianni e nipote di Piernicola, sono miseramente naufragati un mese fa. E da quel momento i rapporti si sono ulteriormente inaspriti. Teodoro ha confermato che continuerà a presentare decine di emendamenti ad ogni delibera che arriverà in consiglio. Fatto sta che ieri si è assistito ad un nuovo scontro in aula. «Siamo costretti a correggere in consiglio le delibere con gli emendamenti, perché noi non abbiamo rappresentanti in giunta e alle riunioni di maggioranza non veniamo mai convocati», ha spiegato Pignoli, «continueremo a fare così anche con le delibere che arriveranno di volta in volta. Per noi non è un problema restare in aula per 10-15 giorni». Durante la seduta, Teodoro ha anche richiesto l’intervento del Ragioniere generale Andrea Ruggieri e della dirigente dell’Avvocatura Paola Di Marco. «Voglio sapere da loro», ha detto, «per quale motivo un debito con il Consorzio che avrebbe dovuto essere saldato nel 2001 e nel 2013 non è stato più pagato. Di chi è la responsabilità di questo ritardo? È stato mai inserito nelle voci debitorie dei bilanci passati? Se non fosse così, ci troveremmo di fronte a bilanci falsificati». Le risposte, però, non hanno soddisfatto il capogruppo, che ha poi preannunciato l’intenzione di voler inviare le carte alla Corte dei conti, valutando anche la possibilità di presentare un esposto alla procura della Repubblica.
L’esame degli emendamenti e dei subemendamenti è poi proseguito nonostante le proteste dei consiglieri di maggioranza e opposizione e gli appelli partiti dall’assessore al bilancio Giuliano Diodati a fare presto per evitare di far crescere il debito già alto. «I cittadini rischiano di dover pagare una cifra più alta a causa di questi emendamenti pretestuosi», ha avvertito l’assessore.(a.ben.)
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