Aquilana miracolata, ma il marito non ce la fa

25 Agosto 2016

Ricoverata a Rieti prima del sisma per una frattura. Poco dopo il coniuge è deceduto sotto le macerie

L’AQUILA. Si rompe il femore poche ore prima della catastrofe e viene ricoverata prima all’ospedale di Amatrice, dove le hanno accertato la frattura, e dopo in quello di Rieti dove è stata ricoverata definitivamente.

A causa di questo incidente domestico un’anziana maestra in pensione aquilana Renata Riga, da anni residente nella frazione di Saletta di Amatrice, è scampata al sisma e alla morte. Una sorta di miracolo pagato, però a caro prezzo; poco dopo c’è stata la scossa che ha distrutto il paese mentre lei era al sicuro nell’ospedale reatino. La tragedia, purtroppo, l’ha colpita lo stesso. Il palazzo nel quale viveva con il marito è crollato a causa della scossa e l’uomo, Andrea Colasanti, 70 anni, è morto sotto le macerie. Una storia beffarda che, evidentemente, era scritta nel tragico destino di questa stimata famiglia reatina-aquilana vista la dinamica di quanto accaduto.

Infatti Colasanti era rimasto accanto a lei in ospedale per accudirla finchè è stato possibile. Poi, nemmeno mezzora prima del sisma, è dovuto tornare a casa ed è stato sorpreso dal terremoto prima ancora di addormentarsi: secondo una prima ricostruzione dei suoi ultimi minuti l’uomo non ha fatto a tempo a scappare: il soffitto gli è crollato addosso. Accanto a lui è stato trovato un libro che stava leggendo.

I familiari della signora che risiedono all’Aquila si sono precipitati ad Amatrice appena saputo del terremoto. Il cognato Piero Adriani, il nipote, Paolo Adriani, poliziotto cinofilo, e la figlia Carla, hanno raggiunto la casa. Nonostante la situazione di panico Pietro ha mantenuto la calma e la lucidità e prima di partire ha portato strumenti utili alle necessità: guanti per scavare, mazze per sfondare le porte e uno arnese per tranciare catene.

Materiale che avrebbe potuto essere utile a loro ma anche ad altri che si sono trovati nelle stesse drammatiche condizioni che si ripetono quando c’è un terremoto.

Hanno visto la casa crollata ma non si sono persi d’animo e hanno iniziato a scavare con le mani aiutati anche da alcuni volontari provenienti da una città del nord con l’ausilio di due cani.

Poi l’amara scoperta: il corpo senza vita di Colasanti che era un affermato artigiano molto noto in paese e punto di riferimento per la comunità locale grazie alla sua versatilità.

Un’altra beffa del destino è rappresentata dal fatto che un edificio molto simile e vicino a quello crollato è rimasto in piedi.

Ma anche in occasione del terremoto dell’Aquila nel 2009 si sono verificati diversi episodi simili con palazzi identici e coevi, posti a pochi metri di distanza, che hanno avuto destini completamente diversi senza che vi fosse una spiegazione logica.

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