Area di risulta, al via lo studio ambientale per fare il progetto

24 Aprile 2017

Il Comune fa i primi passi per l’intervento di riqualificazione Previsti cinque ettari di verde, parcheggi e un terminal bus

PESCARA. Il 2017 si preannuncia l’anno della svolta per la riqualificazione delle aree di risulta. Riqualificazione attesa da circa trent’anni. In questi giorni, il dirigente ai Lavori pubblici Giuliano Rossi ha firmato due atti propedeutici all’avvio dei lavori. Si tratta di due incarichi: il primo, per l’avvio della procedura dell’analisi di rischio del sito e, il secondo, per la redazione di uno studio preliminare ambientale per la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale del progetto di riqualificazione delle aree di risulta.

«Stiamo muovendo i primi passi per arrivare alla riqualificazione delle aree di risulta», ha spiegato l’assessore all’urbanistica Stefano Civitarese, «quelli avviati sinora sono passaggi necessari, perché l’intervento comporta una variante al piano regolatore assoggettabile alla Valutazione ambientale strategica, mentre la Valutazione di impatto ambientale non è richiesta». Il passo successivo sarà la presentazione dello studio di fattibilità che, secondo le previsioni dell’assessore, dovrebbe approdare entro l’estate in consiglio comunale. Dopodiché, si avvierà un bando europeo per la scelta di un privato che potrà realizzare il progetto. La Regione, tuttavia, ha già stanziato 12 milioni di euro.

La redazione dello studio preliminare ambientale è stato affidato all’architetto Chiara Camaioni, residente a San Benedetto del Tronto, iscritta all’Ordine di Ascoli Piceno, per un compenso di 3.172 euro lordi. Mentre l’attivazione della procedura dell’analisi di rischio del sito è stata affidata all’ingegnere Giovanna Brandelli, dello Studio Brandelli ingegneri ambiente, con sede a Pescara, per un corrispettivo di 9.972 euro lordi. L’analisi di rischio delle aree di risulta è un altro passaggio fondamentale, tanto più che in una precedente indagine del sito, effettuata nel 2005 dal geologo Rossetti, era stato riscontrato il superamento dei limiti di legge di alcune sostanze chimiche nella falda acquifera. Da qui la decisione del Comune di emanare un’ordinanza per vietare «l’emungimento e l’uso delle acque di falda».

Terminati questi passaggi, si potrà procedere alla progettazione. L’elaborato dovrà contenere un parcheggio pubblico con posti auto in superficie e nel sottosuolo, un nuovo terminal degli autobus, un grande parco attrezzato che, secondo quanto confermato ieri dall’assessore, avrà una dimensione di almeno cinque ettari. Per la verità, l’ipotesi progettuale finora resa nota prevede anche la costruzione di due complessi immobiliari a nord e a sud. «All’interno del parco centrale», dicono ancora fonti del Comune, «passerà una delle piste ciclabili che si ricongiungerà in futuro con la cittadella universitaria e la pineta, a sud». «Attualmente», si fa notare, «le aree di risulta, interamente pavimentate con asfalto e prive di zone ombrose e permeabili, contribuiscono in maniera significativa all’innalzamento della temperatura delle zone attigue, incidendo in maniera negativa sulla qualità della vita. Invece, la realizzazione di una nuova area verde permetterà di migliorare il comfort del centro della città, attraverso la riduzione delle temperature, del livello di umidità dell’aria e l’abbattimento dei rumori prodotti dai veicoli».

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