Area di risulta, Masci ci riprova: «Al via la bonifica, durerà 6 mesi»

Dopo la prima gara andata deserta, l’amministrazione comunale ha pubblicato un nuovo bando Si cerca un’impresa specializzata per prelevare dal terreno 30mila metri cubi di terra da ripulire
PESCARA. Dopo la prima gara andata deserta, l’amministrazione comunale ci riprova ad avviare la bonifica dell’area di risulta. In questi giorni è stato pubblicato un nuovo bando per la ricerca di un’impresa altamente specializzata in grado di trattare la terra da ripulire dalle sostanze chimiche presenti.
Ieri mattina, in proposito, si è svolta una seduta della commissione Ambiente, presieduta da Ivo Petrelli, cui hanno preso parte il sindaco Carlo Masci, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e la progettista Giovanna Brandelli, che è anche presidente dell’Aca. Proprio quest’ultima ha confermato che per fare la bonifica ci vorranno almeno sei mesi. «La bonifica dell’area di risulta, propedeutica all’avvio del maxi intervento di riqualificazione da 16 milioni di euro», ha detto Petrelli, «richiederà almeno sei mesi di tempo per la rimozione chirurgica di circa 30mila metri cubi di rifiuti inquinanti. Ad eseguire l’intervento dovrà essere necessariamente un’impresa altamente specializzata nel trattare i materiali di risulta a rischio, ma fortunatamente, come emerso dai carotaggi, non si tratta di smaltire l’intero quantitativo, ma solo una frazione, mentre la restante parte potrà essere riutilizzata tra gli inerti». A rivelarlo è stata la progettista Brandelli.
«Parliamo della bonifica del sottosuolo, inquinato da anni, su un’area individuata dalla progettista e dall’Arta», ha spiegato Masci, «si tratta della zona sud, dove faremo il primo parcheggio multipiano e poi la zona nord-ovest, dove verrà realizzato il nuovo terminal bus con finanziamenti già disponibili». «La prima gara è andata deserta», ha ricordato il sindaco, «noi abbiamo immediatamente rimodulato il nuovo bando che è già in pubblicazione con il relativo avviso. Entro qualche mese, quindi, chiuderemo la gara e cominceremo i lavori di bonifica che, ad oggi, rappresentano il passo più importante, ovvero la condizione essenziale per andare avanti con la fase realizzativa». Per questo motivo, nei giorni scorsi la giunta ha approvato una delibera per aumentare l’importo per la bonifica da 2.800.000 euro a 3.950.000.
«L’attuale amministrazione comunale», ha affermato Brandelli, «ha acceso un faro importante su questo progetto ormai da cinque anni. Oggi sappiamo che sotto l’area di risulta ci sono rifiuti inquinanti classificati dall’Arta. Rifiuti che però non profilano un rischio sanitario, ma comunque creano un inquinamento ambientale delle acque sotterranee. In sostanza, nel cuore della città abbiamo rifiuti ricoperti da asfalto e qualunque progetto di valorizzazione in quelle aree deve necessariamente passare dalla bonifica e dalla rimozione del materiale».
«Con l’Arta Abruzzo», ha fatto presente la progettista, «abbiamo effettuato 20 sondaggi per 70 rapporti di prova complessivi per indagare la qualità delle acque del sottosuolo a sud e a nord e siamo arrivati alla quantificazione dei metri cubi oggetto di valutazione della procedura. Abbiamo effettuato una stratigrafia del sottosuolo e oggi sappiamo che non tutti i materiali possono o devono essere qualificati come rifiuto. Sappiamo, dunque, che andranno rimossi 30mila metri cubi di rifiuti. Per una parte andrà sostenuto il costo di smaltimento. Nella parte sud effettueremo lo sbancamento; nella parte nord si sfrutterà la capacità delle piante di far degradare quei rifiuti».
«Ovviamente», ha aggiunto Sospiri, «poi amplieremo il lotto di completamento includendo l’area dove sorgerà la nuova sede della Regione e la porzione centrale del futuro parco». L’appalto per la bonifica, comunque, potrà essere aggiudicato soltanto a un’impresa specializzata, ossia iscritta nelle categorie 9 e 10 dell’Albo dei gestori ambientali.

