Area di risulta, quale futuro? Scontro tra i candidati sindaco

In un confronto organizzato da Confindustria spuntano anche le proposte di un palarock e di un teatro Tanti i progetti in campo per avviare le nuove opere pubbliche e rilanciare l’economia e il turismo
PESCARA. C’è chi vuole un palarock. Chi un giardino. E chi invece punta su un grande parco centrale con parcheggi a silos. I candidati sindaco hanno tutti idee diverse per il futuro delle aree di risulta. Ieri, è bastata una domanda di un imprenditore per scatenare una miriade di risposte diverse tra gli aspiranti alla carica di primo cittadino.
L’occasione per affrontare l’argomento è stato un confronto organizzato dai vertici di Confindustria Pescara-Chieti nella sede di via Raiale. Erano stati invitati tutti gli otto candidati, ma si sono presentati in cinque. C’erano Erika Alessandrini (M5S), Gianluca Baldini (Riconquistare l’Italia), Carlo Costantini (polo civico), Stefano Civitarese (Coalizione civica) e Gianni Teodoro (Scegli Pescara). Assenti perché impegnati altrove Mirko Iacomelli (CasaPound), Carlo Masci (centrodestra) e Marinella Sclocco (centrosinistra). Ma durante l’incontro, moderato dal presidente di Confindustria Silvano Pagliuca, si è parlato anche di altri temi: edilizia, economia, Grande Pescara, opere pubbliche, turismo e persino di reperti storici di Pescara. Diversi gli imprenditori presenti in sala e alcuni di loro hanno sottoposto delle domande ai candidati. Tra questi Marco Sciarra, vice presidente dell’Ance; Raffaele Settimio, di Allianz; Luigi Di Marcoberardino, titolare dell’azienda Inerti Valfino; Federico De Cesare, presidente dei Giovani industriali; Marco Camplone, responsabile dei rapporti istituzionali del gruppo De Cecco.
AREE DI RISULTA. Dopo un primo giro di opinioni, il dibattito si è acceso quando Di Marcoberardino ha chiesto ai candidati di conoscere le loro proposte sulle aree di risulta. L’idea di Teodoro è quella di realizzare una sorta di Central park riservando una parte di area a un giardino in cui potranno essere rappresentate visivamente le 20 regioni italiane. «Poi», ha spiegato, «i parcheggi con due grandi silos da 2.500 posti ognuno e un centro direzionale con uffici pubblici». Per Baldini vanno bene i due silos, ma è contrario al progetto, lasciato in eredità dalla giunta uscente, che prevede la gestione dei parcheggi affidata a un privato.
A detta di Costantini, le aree di risulta rappresentano un’occasione unica: sì ad aree verdi attrezzate, piuttosto che a un parco, e a «un palarock che consenta di attrarre i giovani». Civitarese ha difeso, invece, il progetto del parco centrale, presentato quando lui era assessore, che però l’amministrazione uscente non è riuscita a far approvare in consiglio. «La gestione dei parcheggi ai privati», ha precisato, «è la condizione per realizzare questo progetto, non si tratta di privatizzazione». Alessandrini, ha ricordato la sua battaglia in aula per bloccare il progetto della giunta Alessandrini e ha sottolineato la possibilità di realizzare alcune opere pubbliche, come un teatro, in altre aree dismesse della città.
EDILIZIA E TURISMO. Il confronto è poi proseguito su temi che riguardano l’economia. Ad alcune domande poste da Sciarra, Teodoro ha risposto parlando di investimenti per rendere più veloci i tempi della pubblica amministrazione. Costantini ha proposto in proposito una riorganizzazione della macchina comunale con nuove competenze. «I fondi ci sono ma c’è una quasi totale assenza di coordinamento con la Regione», ha sostenuto invece Civitarese. Per Alessandrini «ogni assessore dovrà avere un solo dirigente di riferimento». Infine, Baldini è stato l’unico che si è dichiarato contrario al progetto della Grande Pescara. Gli altri candidati sono tutti favorevoli.
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