Area vestina, produttori di latte in crisi

28 Aprile 2021

Domenicone (Coldiretti Penne): «Categoria senza ristori, mentre aumentano mangimi e gasolio»

PENNE. Nessun aiuto e un rincaro allarmante dei prezzi di produzione. I produttori di latte del comprensorio vestino sono sempre più in difficoltà. A lanciare l’allarme è il presidente di Coldiretti Penne, Federico Domenicone, uno dei 50 produttori di latte dell’area vestina con la sua azienda “Fattoria Pepè”. «La nostra categoria non è rientrata tra quelle che hanno ricevuto gli aiuti. Se a ciò si aggiunge che il prezzo del latte crudo alla stalla è sceso di oltre 2 centesimi al litro nell’arco dell’ultimo anno, toccando quota 37 centesimi al litro, ecco che diventa importante evidenziare come i nostri costi di produzione siano lievitati», fa sapere Federico Domenicone. I produttori vestini, e più in generale quelli italiani, hanno dovuto fare i conti con un aumento di mangimi e cereali e di gasolio. «L’aumento di mangimi e cereali si attesta intorno al 15%, mentre addirittura il gasolio agricolo ha fatto registrare un rincaro del 40%. Facciamo i conti anche con un taglio pesante nelle assegnazioni annuali da parte dell’ufficio Uma (Istituzione task force di tecnici per il supporto ai Servizi territoriali per l’agricoltura Abruzzo) della Regione Abruzzo che vanno a gravare rispetto al discorso legato al costo del gasolio, all’aumento dei pezzi di ricambio dei mezzi. Anche lo spago e la rete necessaria per la fienagione è aumentato del 30%», spiega ancora il presidente di Coldiretti Penne. Tutto il settore dei produttori di latte dell'area vestina fa i conti con un aumento dei costi per le forniture che oscilla dal 15 al 40%. Eppure i produttori di latte dell’area vestina non sono una fetta marginale del comparto zootecnico abruzzese. «Nell’area vestina vengono prodotti una media di 400 quintali giornalieri di latte. Attualmente, se tutto va bene, riusciamo ad andare a pari tra vendite e costi di produzione. Solo gli alimenti per gli animali incidono sui 27-28 centesimi per ogni litro di latte. Poi ci sono bollette, spese e quant’altro. Ai cittadini chiediamo di acquistare esclusivamente latte italiano, in modo da poter aumentare la richiesta. Rispetto ai produttori esteri, il nostro latte ha una qualità garantita da circa 7-10 controlli di qualità mensili. Inoltre il latte proveniente dall’estero non arriva come lo troviamo nei supermercati, ma in polvere, e ha bisogno di un ulteriore passaggio», sottolinea ancora Domenicone. Altro problema irrisolto, di allevatori e produttori di latte vestini resta quello della fauna selvatica: «Cinghiali e lupi restano un problema per noi produttori, ma le istituzioni competenti da anni non prendono i provvedimenti necessari a limitare le incursioni della fauna selvatica», conclude Domenicone.