Armi antiprostituzione? Vino, castagne e arrosticini

21 Ottobre 2016

Il comitato di cittadini di via De Gasperi continua la sua battaglia contro i clienti e dà appuntamento al resto della città. Ma le ragazze iniziano a protestare

PESCARA. «Adesso basta, andatevene, fateci lavorare». Le ragazze in strada iniziano a innervosirsi, perché quella che sembrava una piccola protesta sta diventando una battaglia silenziosa ma quotidiana alla prostituzione e al degrado di una fetta di città che difende decoro e dignità. Anche ieri sera, infatti, il comitato spontaneo dei residenti di via De Gasperi siè ritrovato all’angolo tra via Chieti a via De Gasperi, pronto ad accogliere chiunque voglia unirsi a loro. Quindi, castagne e vino per tutti, con una decina di persone che dopo le 22 si sono radunate al solito incrocio con l’unico obiettivo di non far fermare i clienti delle prostitute mandando così a monte la serata di lavoro alle ragazze a ai loro protettori.

«Abbiamo invitato anche il sindaco, ma fino ad ora non si è visto», raccontava alle 22,30 di ieri uno dei promotori della protesta che, come gli altri, si è messo in testa di allargare ad altri cittadini l’azione di disturbo. Per questo, dopo le castagne e il vino domani propongono arrosticini a quanti vorranno unirsi alla loro azione. «Per farlo ci siamo autotassati», raccontano, «anche se l’impegno maggiore è di tempo. Mercoledì la prima ragazza è arrivata in strada alle 19, togliendosi gli slip in pubblico, e questo ci ha indotto a presidiare la zona fin da ora di cena».

Una presenza, questa dei cittadini, che ha avuto come primo effetto una presenza costane delle forze dell’ordine, che passano a controllare, identificando le ragazze e fermandosi a parlare con i cittadini. «È successo pure», riprende soddisfatto un componente del comitato, «che una macchina si è fermata chiedendo informazioni sulla lucciola che di solito staziona lì, poi l’automobilista è esploso in una risata incoraggiandoci a insistere». Ma se da una parte il presidio inibisce i clienti alla fermata, dall’altra è testimone anche del sottobosco che dirige lo sfruttamento della prostituzione. «Verso le 22,30, dopo che c’era stato il ripetuto passaggio di due macchine sospette, un’auto ha caricato la solita bionda. Sono rimasti all’angolo di via Chieti per 10 minuti a motore acceso, dopodiché la ragazza è scesa, si è accomodata dietro i cassonetti a fare i suoi bisogni ed è tornata in strada». A mezzanotte e mezza il presidio si è sciolto e dopo l’una le ragazze sono ricomparse.

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