Pescara

“Armi e legittima difesa”: Vannacci detta la linea. Sabato a Pescara il raduno sulla sicurezza

8 Settembre 2026

In programma il convegno di Futuro Nazionale: il generale apparirà in video. In collegamento anche la deputata Laura Ravetto In sala, la capogruppo Toppetti e tre avvocati. (Nella foto, Roberto Vannacci e Carola Profeta)

PESCARA. La prima volta che entrò nel Comune di Pescara, davanti alla folla di militanti della Lega che lo applaudiva come un leader portatore di verità assolute, Roberto Vannacci sorrise, alzò le mani e disse al microfono: «Vorrei ringraziare la città di Perugia». Un secondo di silenzio imbarazzato rotto soltanto dal sibilo del consigliere regionale Vincenzo D’Incecco della Lega: «Pescara, Pescara». «Chiedo scusa, è stato un lapsus», disse Vannacci e la platea lo perdonò, quasi come si perdona l’attaccante-bandiera che sbaglia un gol a porta vuota. Era il 10 ottobre del 2023: Vannacci era un generale dell’Esercito, fresco del successo di “Un mondo al contrario” e non era ancora entrato in politica ma ci stava pensando. Sabato prossimo alle ore 11, quando si collegherà per parlare di “legittima difesa e uso legittimo delle armi”, dovrà stare attento ai saluti. Per il resto, avrà la libertà di dettare la sua linea.

Futuro Nazionale è alle prese con l’organizzazione del primo convegno a Pescara: il volantino su sfondo blu d’ordinanza, che sta già girando sulle bacheche social, parla di “conferenza giuridica”. Il programma prevede gli interventi da remoto del “leader nazionale” Vannacci e della deputata Laura Ravetto, responsabile Giustizia del partito. Invece, nella sala consiliare, la stessa che ospitò Vannacci in odore di Lega tre anni fa, ci saranno Giorgio Carta, avvocato e docente di Diritto militare, responsabile nazionale del dipartimento Sicurezza, Remigrazione e Rapporti con le forze dell’ordine di Futuro Nazionale, Valeria Toppetti, capogruppo del partito in Comune e referente del Comitato Pescara 1875, e gli avvocati Paola Di Cioccio e Luca Pellegrini. A moderare l’incontro un altro avvocato, Diego De Carolis, docente di Diritto urbanistico all’università di Teramo.

Tutto ruota intorno agli «aspetti giuridici e politici legati agli articoli 52 e 53 del Codice penale e al tema della sicurezza». Cioè il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo.

A spiegare il punto di vista dei vannacciani è Carola Profeta, referente del Comitato Costituente 492: «Sono fermamente convinta», dice, «che la difesa debba essere sempre garantita a chi ne ha diritto e che l’eliminazione del principio di proporzionalità, così come proposta da Futuro Nazionale, non significhi affatto voler legittimare il Far West in Italia. Nonostante ciò, alcuni commentatori e intellettuali di sinistra continuano a rappresentare questa posizione in tali termini, con l’evidente intento di delegittimare e denigrare chi la sostiene. Allo stesso modo», continua, «sono convinta che le forze dell’ordine non possano essere messe nelle condizioni di svolgere il proprio compito con “i cannoni pieni di fiori”, devono poter disporre degli strumenti necessari e, naturalmente, poter utilizzare le armi all’interno del perimetro di liceità previsto dalle norme, per difendere innanzitutto noi cittadini, le nostre comunità e le nostre città, ma anche per tutelare la propria incolumità. È evidente che chi sceglie di indossare una divisa assume una responsabilità e accetta anche un rischio ma», dice Profeta, «uno Stato serio deve garantire e tutelare chi sceglie di difendere l’ordine pubblico e, attraverso di esso, lo Stato stesso e i cittadini. È proprio a partire da queste considerazioni che parleremo di legittima difesa e uso legittimo delle armi».

Durante l’iniziativa di Futuro Nazionale, Profeta rilancerà una richiesta: schierare l’Esercito a Pescara per aumentare i controlli. Una proposta che sia il civico Domenico Pettinari che la maggioranza di centrodestra avevano già avanzato tramite la prefettura. «Da almeno due anni», spiega la referente del Comitato 492, «sollecito sia il sindaco sia i partiti della maggioranza a chiedere al governo di inserire Pescara tra le città beneficiarie dell’operazione “Strade Sicure”, attraverso l’impiego dell’Esercito. Mi è parso di comprendere», aggiunge, «che, su questo tema, non vi fosse contrarietà. La stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l’importanza di proseguire e finanziare l’operazione di presidio del territorio. A questo punto mi chiedo: cosa impedisce di rafforzare il presidio capillare del territorio, soprattutto nei punti nevralgici della città, laddove degrado, microcriminalità e percezione di insicurezza hanno ormai raggiunto livelli che i cittadini considerano intollerabili?». Profeta continua: «Non si tratta di sostituire le forze dell’ordine, né di militarizzare la città. Si tratta di rafforzare la presenza dello Stato sul territorio, offrendo un ulteriore strumento di prevenzione e presidio e consentendo alle forze dell’ordine di concentrare maggiormente le proprie risorse sulle attività di loro specifica competenza». Profeta conclude: «Se a Pescara esistono aree nelle quali degrado, microcriminalità e percezione di insicurezza sono diventati problemi concreti e quotidiani, allora credo sia legittimo chiedere alle istituzioni se tutti gli strumenti disponibili siano stati effettivamente valutati e se non sia arrivato il momento di chiedere formalmente al governo un rafforzamento del presidio».