Arriva il “bonus psicologo” da 600 euro

Rimborserà chi si è rivolto allo psicanalista per le conseguenze di pandemia e restrizioni
PESCARA. Sarà approvato probabilmente oggi dalla Camera dei Deputati il bonus psicologo da 600 euro, strumento pensato per fronteggiare le conseguenze di due anni di pandemia e di restrizioni sulle persone, che ha avuto il via libera delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio.
In arrivo, quindi, 10 milioni di euro per ristorare le spese affrontate dai cittadini per le sedute di psicanalisi e terapie. La cifra, che potrà arrivare fino a 600 euro per ogni cittadino, rimborserà al massimo 12 sedute con 50 euro ciascuna.
Al bonus, però, potranno accedere solo i cittadini che hanno un Isee inferiore a 50mila euro. La misura dovrebbe riguardare circa 16 mila cittadini.
Le modalità per richiedere il bonus non sono state però ancora definite: saranno stabilite, con tutti i dettagli della misura, con un decreto del ministro della Salute di concerto con il ministro dell'Economia che dovrebbe arrivare entro 30 giorni.
Altri 10 milioni di euro, invece, sono stati destinati al potenziamento delle strutture già esistenti e al reclutamento di professionisti sanitari e di assistenti sociali. A eccezione di chi ha un indicatore della propria situazione economica superiore a 50 mila euro.
Nel documento, approvato nelle commissioni riunite nella notte tra mercoledì e giovedì, che oggi sarà approvato anche dalla Camera, si legge che il provvedimento è volto «a potenziare l’assistenza per il benessere psicologico individuale e collettivo, anche mediante l’accesso ai servizi di psicologia e psicoterapia in assenza di una diagnosi di disturbi mentali, e per fronteggiare situazioni di disagio psicologico, depressione, ansia, trauma da stress». È quindi previsto «un contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia fruibili presso specialisti privati regolarmente iscritti all’albo degli psicoterapeuti».
Il provvedimento nasce dalla considerazione che il Covid ha portato anche conseguenze alla salute mentale delle persone, a causa della pandemia, delle morti, delle conseguenze fisiche, ma anche dalle restrizioni che hanno limitato anche la vita sociale delle persone.
Secondo uno studio condotto dalla Fondazione The Bridge durante la pandemia «c'è stato un peggioramento delle condizioni di vita e di salute degli utenti già in carico ai servizi di salute mentale: una diminuzione dell'aderenza al trattamento (68%) e incremento del rischio suicidario (63%). Nella popolazione generale il rischio di sviluppare sintomi ansiosi, depressivi e stress correlati è arrivato al 95%, l’aumento di dipendenze patologiche è del 90% ed è aumentato dell'85% il consumo di farmaci non soggetti a prescrizione come gli ansiolitici e gli psicotropi».(l.t.)

