Arrivano altri fondi per la Pineta: la Regione assegnerà 100mila euro

29 Settembre 2021

Intanto oggi in consiglio approda la delibera con 35mila euro per effettuare gli interventi più urgenti Si punta a riaprire un comparto entro un mese, lo storico pino monumentale non può essere salvato

PESCARA. L’amministrazione comunale ricorre ad un debito fuori bilancio per fare fronte alle prime spese per far rinascere la Pineta dannunziana gravemente ferita dall’incendio scoppiato il primo agosto scorso.
Oggi, in consiglio comunale arriva una delibera che prevede uno stanziamento di 35mila euro per gli interventi più urgenti. Interventi già avviati da alcune settimane. Infatti, sono stati abbattuti i primi 48 alberi distrutti dalle fiamme. L’idea è quella di ripulire subito il comparto 4 per poterlo riaprire al pubblico entro un mese o due. La delibera è stata esaminata lunedì scorso dalla commissione Ambiente, presieduta da Ivo Petrelli.
Una parte dei fondi è stata utilizzata per effettuare gli studi sugli alberi, individuando quelli che possono essere ancora salvati. L’obiettivo è quello di ridurre il rischio delle piante recuperabili con delle potature e di abbattere quelle bruciate, pericolanti e dove è stata accertata la morte fisiologica. Dunque, 48 alberi sono stati giudicati irrecuperabili, mentre per altri 60 si è deciso di procedere alle potature.
Ma questi interventi potrebbero non bastare. Dallo studio effettuato dai tecnici incaricati dal Comune, si è scoperto che molti alberi lambiti dalle fiamme hanno riportato danni irreversibili che ne minano la stabilità e potrebbero, per tale ragione, rappresentare un pericolo per i passanti che transitano nelle strade limitrofe e per i frequentatori della Riserva.
Per questo motivo già dal 2 agosto scorso, ossia il giorno dopo dell’incendio, il Comune ha emanato un’ordinanza di divieto di transito in via della Bonifica, via Pantini, via Silone, strada Statale 16, nel tratto compreso tra via della Bonifica e la rotatoria di via Celommi, e di chiusura dei comparti 3 e 4 della Riserva naturale.
Successivamente, sono state effettuate dai tecnici le verifiche su 400 alberi e sono state eseguite 5 prove di trazione nelle aree incendiate. Dai primi rilievi, lo storico pino monumentale della Riserva è risultato irrecuperabile, ma resta ancora sotto monitoraggio. Nel frattempo, verrà effettuata una potatura radicale con la speranza che possa riprendersi. «Resta sorvegliato speciale», fa presente Petrelli, «il pino monumentale che esternamente sembra aver superato la prova del fuoco. Ma, secondo le indagini, le fiamme avrebbero danneggiato l’anima interna della pianta, ritenuta sostanzialmente morta». «Tuttavia», aggiunge, «per adesso l’amministrazione comunale non vuole darsi per vinta e al momento non è in programma l’abbattimento dell’albero, ma il suo quotidiano e costante monitoraggio proprio per dare alla natura un tempo adeguato per tentare di compiere un miracolo e restituire vita alla pianta. L’albero, comunque, verrà sottoposto a una potatura estrema per alleggerire la chioma e il peso della parte alta. Inoltre, verrà consolidato ancorandolo a terra con dei cavi speciali».
Ora l’amministrazione comunale sta aspettando l’erogazione di un contributo regionale di 100mila euro per completare i lavori che rientrano sempre nella somma urgenza. Lavori che andranno ad interessare innanzitutto via Pantini, dove è stata già eseguita una perizia da parte degli esperti. Ci sono, poi, i 60mila euro raccolti con il Festival dannunziano.
«In questo caso», spiega il presidente della commissione Ambiente, «per consentire la riapertura della strada occorrerà procedere con la messa in sicurezza di altri pini. Parliamo esclusivamente degli alberi che costeggiano il ciglio della strada. Dunque, alberi esterni alla cinta del comparto 4 della Riserva naturale». Invece, resta ancora chiusa al traffico via Silone, dove sono ancora in corso gli accertamenti per valutare l’entità dei danni agli alberi.
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