Arrivati 40 profughi a Penne: sono ospiti della Riserva naturale

25 Marzo 2022

Le strutture dell’Oasi accolgono i primi ucraini giunti in città insieme ad extracomunitari e rifugiati Il sindaco Petrucci: «L’area protetta è diventata anche un centro sociale e un modello per tutta l’Italia» 

PENNE. Penne negli ultimi 15 anni è sempre più capitale vestina dell'accoglienza. L'accoglienza sociale nelle strutture della Riserva naturale di Penne è sempre più ampia. Nella Rete imprese cooperative ambientali vengono ospitati ogni giorno circa 120 persone. Nella struttura del Lapis, nata come foresteria e laboratorio per studenti, dal 2015 sono ospitati i rifugiati di guerra provenienti principalmente da Paesi asiatici e africani. In sette anni sono passati nella struttura d'accoglienza del Lapis qualcosa come 550 persone, provenienti da 24 nazionalità differenti.
Ad oggi il Cas Lapis, che ha ancora 4 posti liberi, ospita 46 richiedenti asilo: 16 provenienti dal Bangladesh, 2 dalla Nigeria, 1 dall'Iraq, 10 dal Pakistan, 3 dall'Afghanistan, 1 dal Senegal, 1 dal Burkina Faso, 4 dall'Egitto, 6 dal Nepal, 1 dalla Costa d'Avorio ed 1 dal Venezuela. L'ultima struttura d'accoglienza presente all'interno della Riserva pennese quella del Cea Antonio Bellini, che da qualche giorno, dopo la convenzione siglata tra Comune di Penne e prefettura, ospita invece 40 profughi scappati al conflitto in Ucraina.
Sono principalmente donne e bambini e da pochi giorni si sono ritrovati dalla bombe di Kiev e Odessa alla calma della collina di Collalto. «Siamo diventati anche una vera e propria oasi del sociale», ha sottolineato il presidente della cooperativa Cogecstre, Fernando Di Fabrizio. «Sì è creato un processo di integrazione sociale unico in Italia. Dare una mano a queste persone è straordinario, ma straordinario è anche il feeling che si crea con tutto il nostro contesto ambientale ed ecologico». «Siamo diventati un'unica grande famiglia», ha raccontato Fernando Di Fabrizio. Nelle strutture gestite dalla Coop, coordinate sempre dalla capofila Cogecstre, ci sono anche 10 ragazzi del «Progetto Armonia», la collaborazione che va avanti da 15 anni con il centro di salute mentale di Penne. Dieci persone sono state inserite a lavorare all'interno delle strutture gestite dalle Coop.
«C'è chi lavora in amministrazione, chi al mulino, chi si occupa del centro lupi, chi dei sentieri della riserva», hanno spiegato i responsabili. A questi si aggiungono anche 20 ragazzi del centro diurno, disabili fuori dal setting operativo, che ogni giorno si impegnano in tantissime attività di svago, ricreative e sociali, sempre all'interno del Cea Antonio Bellini. «L'accoglienza messa in atto nelle strutture presenti nella riserva è un modello unico in Italia», commenta anche il sindaco Gilberto Petrucci. «Abbiamo favorito nella nostra area protetta anche un centro sociale straordinario».