ARTE, CIBO, CONSUMI I TEMI GLOBALI DEL PREMIO MICHETTI

26 Luglio 2014

FRANCAVILLA. Arte come cibo per lo spirito. Ma anche arte come bene di consumo della società contemporanea. Legato alle leggi, spietate, del mercato da un lato. Essenziale per la sua capacità di...

FRANCAVILLA. Arte come cibo per lo spirito. Ma anche arte come bene di consumo della società contemporanea. Legato alle leggi, spietate, del mercato da un lato. Essenziale per la sua capacità di resistere alla corruzione spazio-temporale dall’altro. Tanti i temi che ruotano intorno al 65° Premio Michetti, che sarà inaugurato oggi alle 19, nel museo di piazza San Domenico di Francavilla.

“Alimento dell’anima verso l’Expo 2015” il titolo del Premio, curato quest’anno da Tiziana D’Acchille, romana d’adozione – è direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma – ma abruzzese di origine. La giuria è composta da Lucia Arbace (soprintendente); Gianni Cacchione (presidente Federazione Argentieri Italiani); Grazia De Cesare (docente Accademia Belle Arti L'Aquila); Roberto Grossi (presidente Federculture e dell’Accademia Belle Arti Roma); Franco Marrocco (direttore Accademia di Brera); Vincenzo Centorame (presidente Fondazione Michetti); Antonio D'Argento (segretario). Cinquantasei gli artisti invitati, in mostra con 2 opere: una sul tema del cibo, l’altra rappresentativa del proprio percorso artistico. «Nessuno è in grado di negare all’arte la sua funzione essenziale nel corroborare l’individuo o fornire orizzonti di senso in un momento di grande ripensamento di tutti valori dell’occidente», osserva la curatrice. «Tuttavia la realtà dell’arte è molto più complessa di quanto una lettura immediata ci possa indicare. L’arte stessa è oggi assimilabile ad un bene di consumo, oggetto di un commercio spietato e regolato da leggi non scritte che ne determinano l’andamento». Legato al mutare dei tempi anche il rapporto arte-cibo. «Quello tra arte e cibo», aggiunge, «non è un rapporto sereno, né solare: gli aspetti problematici della relazione tra uomo-cibo sono tutti ben presenti nell’arte contemporanea. Pensiamo al disagio legato all’eccesso o al rifiuto del cibo o ancora al consumo smodato del cibo cui hanno attinto molti artisti americani».

Il rapporto arte-cibo è stato letto in più modi anche dagli artisti del Michetti. «Da ironici e allusivi assemblaggi ad animali fantastici scarnificati», continua D'Acchille, «fino ad ardite espressioni di carnalità opulente, come nelle opere di Roberto Ferri e Andrea Martinelli, dalle ricerche sulla natura morta, come nelle opere di Pierluigi Isola o Giorgio Ortona, fino alla riflessione sulla terra, arida matrigna o madre feconda di Marina Bindella, ma anche così materica, come in Matteo Bultrini». In mostra sono 6 gli artisti della regione. «L’arte abruzzese», afferma D'Acchillle, «è un po’ come quella italiana tutta: è in sofferenza, perché le Regioni dovrebbero lavorare alla valorizzazione dei loro artisti e dei luoghi d'arte e di realtà come il Premio Michetti, tra i più importanti a livello nazionale». Oggi verrà installata all’esterno del museo "La macchina per l’erogazione automatica di opere d’arte", progetto- performance del collettivo AAART. Previste inoltre una mostra dedicata a Franco Marrocco, Italo Bressan e Alessandro Savelli dal tema “Call for Papers” a cura di Giovanni Iovane, e una sezione dedicata alla conservazione dei Premi Michetti, a cura dell’Accademia dell’Aquila. Mostra apertafino al 31 agosto tutti i giorni dalle 18 alle 23; chiusura il lunedì. Ingresso gratuito.

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