Ascensori ancora fuori uso Di Ilio: pronti alla denuncia
Verso la risoluzione il contenzioso tra le due imprese che gestiscono gli impianti Il rettore: deve essere garantito l’accesso alle aule ai nostri studenti disabili
PESCARA. Gli ascensori sono ancora rotti e ieri è stata un'altra giornata difficile per gli studenti disabili delle Facoltà di Lingue, Economia e Architettura dell'università D'Annunzio di viale Pindaro che da una decina di giorni non riescono a raggiungere le aule per seguire le lezioni a causa dei nove ascensori (su 12), quattro montacarichi e due montascale bloccati perchè non funzionanti.
Gli impianti sono fermi a causa di un contenzioso aperto tra le due ditte appaltatrici dei lavori : una deve all'altra oltre 163 mila euro di fatture non erogate per prestazioni di subappalto della manutenzione degli elevatori. Dopo la protesta dei genitori che hanno chiesto ai vertici dell'Ateneo di «intervenire immediatamente» per sanare la condizione di disagio fisico e psicologico a cui sono sottoposti quotidianamente i figli, ieri mattina è sceso in campo il rettore Carmine Di Ilio che ha dapprima minacciato di «denunciare le due aziende appaltanti qualora la situazione non si dovesse risolvere in tempi brevissimi» e poi, durante la giornata, insieme all'ufficio legale, ha cercato una soluzione per risolvere il contenzioso e far ripartire gli interventi per la sistemazione degli ascensori bloccati.
Dopo un frenetico giro di telefonate tra gli uffici legali delle parti, un primo accordo è arrivato in serata: l'Ateneo pagherà i conti in sospeso con la promessa di un ripristino del servizio nelle prossime ore. Tutto ciò accadeva mentre anche ieri, ragazzi e ragazze con le carrozzine, le stampelle, ipovedenti e altri che si sorreggono col tripode, sono stati costretti a rimanere nelle aule al pianterreno perché non hanno potuto raggiungere né i piani alti né quelli interrati dell'ateneo di viale Pindaro, né i locali del vicino palazzo Micara, né la biblioteca, né la sala per le conferenze Federico Caffè.
Da giorni, gli impianti elevatori dell'università sono costellati da una serie di cartelli di divieti: "Fuori servizio", "Vietato usare l'ascensore", "Impianto in manutenzione" . L'azienda vincitrice dell'appalto, da 56 milioni, è la Guerrato Spa di Rovigo. Per 9 anni, a partire dal 2013, (la deliberazione del Senato Accademico per l'approvazione del contratto Global Service porta la data del 16 dicembre 2013) dovrà garantire all'ateneo una serie di servizi, tra cui le «pulizie e l'igiene ambientale, manutenzione edile, giardinaggio, manutenzione degli impianti».
Tra questi, la manutenzione degli ascensori che la Guerrato ha affidato in subappalto alla ditta pescarese Tekno Ascensori. La quale, però, dall'agosto avrebbe, secondo l'ufficio legale dell'università, degli insoluti in sospeso con la Guerrato che non ha pagato all'azienda pescarese fatture per 163 mila e 106, 36 euro. Sarebbe questa la ragione per cui gli elevatori nell'ateneo non funzionano e gli studenti disabili trovano porte sbarrate ovunque. Nel frattempo, il 6 marzo scorso, per sbloccare la situazione di stallo, l'Ateneo ha dato mandato alla Cma di Chieti, azienda che opera nella progettazione, produzione e assemblaggio di ascensori e montacarichi per uso civile e industriale, di effettuare un sopralluogo nella struttura universitaria con «l'incarico di ripristinare gli ascensori del Campus universitario Chieti-Pescara», in totale 23 impianti non funzionanti su 34 esistenti nelle due sedi. Ma la Cma non avrebbe potuto procedere direttamente perché solo la Tekno Ascensori possiede i codici Pin per sbloccare gli impianti. Una situazione insostenibile aggravata da altri disservizi: nei bagni le lampadine non vengono sostituite da tempo e la sera i servizi igienici restano al buio. Nella Facoltà di Architettura, le toilette sono chiuse da quasi un anno. Piuttosto carenti le pulizie che dovrebbe garantire la ditta veneta appaltante. Nei garage sotterranei, livello meno due, lato ingresso Architettura, al posto e tra le automobili in sosta, è spuntata una discarica di suppellettili abbandonate, banchi, sedie, cumuli di rifiuti vari. Una vergogna che andrebbe avanti dal giugno scorso. Una discarica cresciuta giorno dopo giorno e lunga quanto una gestazione, ben nove mesi.
Rettore, che sta succedendo? Perché tanti ascensori fermi? «C'è un conflitto tra le due aziende. Un contenzioso che stiamo tentando di arginare per risolvere il disservizio in tempi brevissimi, uno o due giorni, al massimo. Il meccanismo per il ripristino degli ascensori è complesso in quanto solo la Tekno Ascensori ha i codici di accesso, per questa ragione noi non possiamo intervenire direttamente».
La denuncia dei genitori pone di nuovo sotto i riflettori un Ateneo con tanti problemi irrisolti. Vi imbarazza questa situazione? «Sì, ci imbarazza molto perché non ci fa certo piacere che i ragazzi disabili non possano accedere alle aule. Siamo interessati a che tutto funzioni per il meglio, ma stiamo semplicemente seguendo le regole che lo Stato ci ha imposto». In serata l'ufficio legale dell'Ateneo ha fatto sapere che «l'ordine di pagamento di 163 mila e 106, 36 euro è stato effettuato alla ditta pescarese ». Somma «che sarà decurtata dall'ammontare delle fatture, per circa 500 mila euro, che Guerrato ha emesso nei confronti dell'Ateneo, ancora da pagare. A questo punto, la Tekno interverrà presto per far ripartire gli ascensori».

