Assalto armato da 6 milioni: in azione la mala foggiana

26 Marzo 2022

Ritrovati il furgone e 5 auto usate per la fuga, nel caveau c’erano altri 80 milioni

SAN GIOVANNI TEATINO. Portano nel Foggiano i primi sospetti per la rapina da film, con un bottino da sei milioni di euro, messa a segno due sere fa nella sede dell’istituto di vigilanza Sicuritalia-Ivri di San Giovanni Teatino. La squadra mobile di Chieti indaga per sgominare un commando, composto da più di venti criminali, che è stato capace di portare a termine l’irruzione in cinque minuti, esplodendo una ventina di colpi di arma da fuoco e impiegando in totale 20 mezzi tra auto, camion e furgoni per darsi alla fuga e per scatenare un inferno di fiamme sull’asse attrezzato e nelle strade adiacenti al caveau di via Po, dove sono custoditi i soldi di banche, uffici postali e centri commerciali, con l’obiettivo di ritardare l’intervento delle forze dell’ordine.
L’INCHIESTA
Le indagini degli investigatori del vice questore Miriam D’Anastasio e del commissario Nicoletta Giuliante sono coordinate dal sostituto procuratore Marika Ponziani, che ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per i reati di rapina pluriaggravata, porto e detenzione abusiva di armi, ricettazione, riciclaggio, incendio e danneggiamento seguito da incendio.
«MODALITà PARAMILITARI»
È stato un raid compiuto da una banda di professionisti quasi sicuramente riconducibile alla malavita pugliese, specializzata in azioni di questo tipo. E non a caso in provincia di Foggia, precisamente a Stornarella, è stato rubato a febbraio l’autoarticolato con cui la gang ha trasportato all’esterno dell’istituto di vigilanza la maxi ruspa utilizzata per demolire una parte dell’edificio e arrivare alla sala dove si conteggia il denaro, accanto al caveau, dalla quale sono sparite le ceste piene di banconote. Certo, altri veicoli nella disponibilità dei malviventi sono spariti dalle zone d’Italia più svariate, provincia di Chieti compresa. Ma le modalità paramilitari dell’assalto sono quelle tipiche della criminalità foggiana, già in passato protagonista di azioni analoghe. Fermo restando che colpi del genere, che hanno bisogno di mesi di pianificazione e anche della presenza di un covo non lontano dall’obiettivo, difficilmente possono essere portati a compimento senza l’appoggio di basisti locali. I banditi hanno dimostrato di conoscere informazioni riservate sulla sede dell’istituto di vigilanza, sul lavoro delle guardie giurate e sul giorno buono per entrare in azione, nel periodo di pagamento delle pensioni.
IL TESORO NEL CAVEAU
È rimasto intatto il caveau che custodiva, in base a quanto emerso, una cifra che si aggira intorno agli 80 milioni di euro. Probabilmente non era quello l’obiettivo dei banditi, perché sarebbe stato necessario molto più tempo. È risultato maggiormente agevole, dunque, concentrarsi sul fiume di denaro che i dipendenti di Sicuritalia stavano conteggiando.
LE AUTO RECUPERATE
Cinque macchine rubate, utilizzate dai banditi per allontanarsi da San Giovanni Teatino, sono state ritrovate dai poliziotti della squadra mobile di Pescara a Spoltore, in una strada di campagna sterrata, nelle vicinanze di un cavalcavia dell’autostrada A14. Prima di darsi definitivamente alla fuga, i rapinatori hanno svuotato all’interno di alcune auto la schiuma degli estintori in modo tale da cancellare ogni traccia. Alcune targhe trovate sui mezzi erano state rubate da altre auto. Sotto sequestro sono finiti anche un caricatore e alcuni chiodi. E ieri sera, sempre a Spoltore, a circa un chilometro di distanza, è stato recuperato un altro veicolo dei rapinatori, in questo caso un furgone, prima della galleria dell’autostrada di Cappelle sul Tavo.
LE TESTIMONIANZE
Già nelle ore successive all’assalto, gli investigatori hanno ascoltato negli uffici della questura una quindicina di testimoni, ovvero i dipendenti che stavano lavorando all’interno dell’istituto di vigilanza. Drammatico anche il racconto di due automobilisti che sono stati rapinati dai banditi in fuga: oltre al 27enne teatino, minacciato con la pistola, c’è anche un uomo che, sull’asse attrezzato, è stato costretto a scendere dalla sua auto, poi data alle fiamme. Per tutta la giornata, sono andati avanti i sopralluoghi della Scientifica sia sul luogo dell’assalto che all’interno dei veicoli sequestrati. Si cercano immagini delle telecamere in tutta la zona, autostrada compresa, per ricostruire tutte le fasi del raid. Gli agenti hanno iniziato ad analizzare anche le celle telefoniche. La caccia ai banditi è appena cominciata.
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