Assalto sull’A14, la banda aveva un estintore

Abbandonato davanti al portavalori, doveva servire a salvare il bottino dopo l’incendio del mezzo
SAN GIOVANNI TEATINO. I rapinatori che martedì mattina hanno assaltato un portavalori sulla A14, nel territorio di San Giovanni Teatino, erano pronti ad affrontare l’incendio del mezzo blindato, tant’è che si sono presentati con un estintore, oltre a pistole e kalashnikov.
Lo hanno abbandonato in strada, nel momento in cui hanno dovuto rinunciare all’impresa (e al bottino) per l’arrivo della polizia. E la presenza dell’estintore nel punto dell’assalto fa ritenere che la banda avesse preso in considerazione l’ipotesi di un incendio e si fosse preparata a fronteggiare le fiamme, anche per salvare il bottino, circa un milione e mezzo di euro prelevato in tre banche dall’istituto di vigilanza Aquila e destinato al deposito nella sede dell’Aquila della Banca d’Italia.
L’estintore, trovato in strada dalla polizia, è solo uno dei reperti su cui si concentrerà l’attenzione della Scientifica di Ancona, il cui arrivo era atteso in Abruzzo già da ieri, ma poi slittato. Da esaminare anche i due mezzi che i rapinatori hanno utilizzato per raggiungere la A14: una Giulietta Alfa Romeo e un furgone Ducato rubati a Roma.
Erano almeno quattro persone, con il volto coperto da passamontagna e i guanti alle mani, parlavano in dialetto pugliese e, dopo aver fatto esplodere un ordigno sotto al portavalori in transito, hanno costretto due guardie giurate a scendere dal mezzo, dove si è sviluppato un principio di incendio con molto fumo, e le hanno disarmate. Hanno aperto con le mole il tetto del blindato e puntavano ai soldi ma la polizia ha scompaginato i loro piani, arrivando nel giro di pochissimo. Sono fuggiti e hanno lasciato lì la Giulietta, resa inutilizzabile dai chiodi che proprio loro hanno gettato in strada. Poco dopo hanno abbandonato anche il Ducato, dandogli fuoco, essendo stati intercettati da una seconda pattuglia della polizia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

