Assegnata a una invalida la casa tolta agli abusivi

29 Novembre 2016

Comune e Ater affidano un alloggio popolare al primo piano in via Rimini E da un mese è in hotel la donna malata con figlio sfrattata da Cappelle

MONTESILVANO. Prosegue senza sosta l’operato dell’amministrazione di Montesilvano e degli uffici tecnici comunali, in sinergia con l’Ater, per far fronte alla grande emergenza abitativa che colpisce la città adriatica.

Parallelamente agli sfratti degli inquilini abusivi nelle case di via Rimini, negli ultimi mesi il Comune ha assegnato 5 appartamenti ad altrettante famiglie da tempo in graduatoria. L’ultima consegna delle chiavi di un alloggio pronto per essere abitato, in ordine temporale, è avvenuta ieri, quando l’Ente ha affidato un appartamento al primo piano della palazzina 6 di via Rimini al legittimo assegnatario.

Si tratta di una signora anziana con un’invalidità del 100 per cento che da tempo era in attesa di un’abitazione popolare. «L'alloggio tempo fa era stato occupato abusivamente», spiega l'assessore alle politiche per la casa Ottavio De Martinis. «Dopo aver eseguito lo sfratto e ottenuto tutte le necessarie conformità da parte dell'Ater di Pescara abbiamo proceduto, finalmente, alla sua assegnazione. L'assegnazione di un appartamento ci riempie sempre di gioia», ha aggiunto. «Abbiamo lavorato tanto per rimettere ordine in questo settore e riuscire a consegnare a chi attende da tempo una casa. Nelle prossime settimane sono già in programma alcuni sequestri preventivi con conseguenti assegnazioni».

Ma se da un lato c’è una donna che legittimamente gioisce per la sua nuova casa, dall’altro c’è chi da oltre un mese la casa l’ha persa ed è costretta a vivere in una stanza d'albergo con il suo bambino. È Liliana Adiaconitei, 46enne romena che lo scorso 17 ottobre è stata sfrattata da una casa parcheggio di Cappelle sul Tavo e che ora è alloggiata all’hotel delle Rose insieme al figlio di 12 anni. La donna da tre anni era residente nella palazzina presa in locazione nel 1999 dal Comune di Montesilvano e sgomberata il mese scorso poiché nessuna delle sei famiglie al suo interno risultava possedere ancora i titoli necessari per abitarvi. Da allora, però, Liliana, che ha problemi di salute, e suo figlio sono costretti a vivere in una stanza d'albergo (attualmente a spese del Comune forse fino alla fine dell’anno), mangiando panini e percorrendo ogni giorno i chilometri che separano l’hotel dalla scuola di Cappelle che frequenta il ragazzino.

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