Assistenza ai disabili La Regione trova i fondi

26 Maggio 2018

Penne. L’assessore Sclocco annuncia lo stanziamento di 50mila euro  Sbloccata la situazione dei 38 ragazzi senza attività alla Fondazione Paolo VI

PENNE. Si sblocca positivamente la situazione della fondazione Paolo VI di Penne. È stata approvata giovedì la delibera che finanzia con 50mila euro l’Ente d’ambito vestino per garantire l’assistenza dei disabili adulti: una buona notizia, quindi, per i 38 ragazzi che da tempo non posso usufruire delle attività sociali all’interno della struttura. «Sono contenta di essere riuscita a sostenere questa battaglia», dice soddisfatta l’assessore regionale alle Politiche sociali Marinella Sclocco.
«Abbiamo rispettato l’impegno a garantire la continuità dell’assistenza ai disabili dell'area vestina rimanendo in ascolto del territorio e dando un sostegno reale e sostanziale all’Ambito. In tal modo si avrà anche il tempo di trovare una soluzione definitiva alle questioni strutturali e sanitarie che da mesi rendono problematica l’assistenza dei disabili nella zona». Sclocco ha ringraziato Donatella Rosini, sindaco di Carpineto della Nora e capofila dell’Ente d’Ambito, e Rocco D’Alfonso, sindaco emerito di Penne e collaboratore dell’ufficio di presidenza della Regione Abruzzo, «per non essersi risparmiati in questa lotta e per aver seguito con grande attenzione la questione, contribuendo alla riuscita dell’operazione con cui la Regione, più di ogni altra realtà territoriale italiana, continua a dire sì ai diritti dei disabili».
Sono 38, tra grandi e piccini, i ragazzi che hanno dovuto interrompere tutte le attività che svolgevano. Adesso effettuano solo terapie sanitarie: due, tre o cinque volte a settimana, a seconda di quanto stabilito dalla commissione della Asl. Nessuno di loro, che vivono situazioni classificate come gravi o gravissime, riceve più l’assistenza sociale. E per chi frequenta il Paolo VI limitarsi alle terapie sanitarie e rimanere a casa il resto delle ore non vuol dire soltanto gravare sulla famiglia, ma soprattutto perdere la possibilità di praticare attività stimolanti e ricreative che da sempre significano tanto.
La soluzione economica trovata dalla Regione sicuramente potrà tamponare l’emergenza per un anno, ma poi il problema dovrà essere affrontato nuovamente anche da parte del Comune di Penne e dall’ambito vestino. Molte delle famiglie dei ragazzi che frequentano il centro diurno della fondazione non possono permettersi di contribuire in maniera sostanziale alla copertura degli oneri.
La spesa è di circa 6/700 euro al mese, più il trasporto mensile che si aggira intorno ai 150 euro mensili per i residenti di Penne.
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