Assistenza ai migranti I lavoratori non pagati: intervenga la prefettura

8 Giugno 2019

Protesta dei dieci ex dipendenti della struttura chiusa a novembre «Mai ricevuto buste paga, i contratti trasformati di colpo in part time» 

PESCARA . Stipendi non pagati, contratto full time trasformato in part time a propria insaputa, spiegazioni contraddittorie, vie legali che non danno frutti: è la situazione angosciante che vivono dieci ex dipendenti del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Pescara.
La struttura, affidata alla Gestione orizzonti srl, ha chiuso i battenti lo scorso 30 novembre, ma chi ci ha lavorato non ha ancora visto il becco d’un quattrino.
A denunciare pubblicamente ritardi e vicissitudini è Christian Barisani, che ha iniziato a lavorare lo scorso 26 giugno per la Gestione orizzonti.
Nel Cas di via Tiburtina Valeria, di fianco al Ferro di cavallo di Rancitelli, ha svolto la mansione di portiere notturno, sino a quando, a fine settembre, è scaduto il contratto e ha deciso di cercare altro, trasferendosi fuori regione.
«Insieme a me c’era un’altra decina di dipendenti tra psicologo, assistente sociale, donne delle pulizie, insegnanti di lingua, che già da allora lamentavano ritardi nel pagamento degli stipendi», racconta Barisani, «fino a oggi la società non ha corrisposto, né a me né ad altri, le spettanze dovute. Il 20 settembre mi sono rivolto a un patronato per diffidare la Gestione orizzonti a pagarmi, ma non ho avuto riscontri, e dopo qualche giorno ho denunciato la vicenda all’ispettorato del lavoro competente, che pure ha diffidato la società al pagamento».
«Ho così scoperto», continua nel suo racconto l’ex dipendente del Cas di Pescara, «che mi avevano trasformato il contratto da full time a part time senza dirmi nulla, continuando però a farmi svolgere 40 ore settimanali, ma facendone risultare 26».
Una difficoltà, dietro l’altra, denuncia l’ex dipendente.
«Non ho mai ricevuto una busta paga, e per questo non ho mai potuto rendermi conto di questa loro azione discutibile nei miei confronti: le buste paga», spiega Barisani, «le ha reperite il mio legale tramite l’ispettorato del lavoro, che ha poi provveduto a notificare un decreto ingiuntivo che la srl sembra non tenere in considerazione».
Il lavoro al Cas era stato appaltato dalla Prefettura di Pescara, che doveva pagare la srl per i suoi servizi. E a lasciare interdetto Barisani è anche la posizione della Prefettura, in quanto diversi funzionari gli hanno dato diverse spiegazioni: «Una volta mi è stato detto che non pagavano la società perché questa non pagava noi, un’altra che le somme erano state messe in pagamento alla Gestione orizzonti».
La società è presente, o lo è stata, anche in Molise, nelle Marche e nel Lazio. Non ha un “sito vetrina” su internet né una pagina Facebook.
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