Assistenza dei pazienti in casa: obiettivo alleggerire gli ospedali

28 Aprile 2023

Nascono squadre con un medico e un infermiere sul territorio: si occuperanno di malati fragili

L’AQUILA. Meno ospedale, meno pronto soccorso, più assistenza a casa. Destinatari i pazienti con patologie complesse oppure fragili. Questi gli obiettivi che intende perseguire la giunta regionale. Su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, l’esecutivo ha deliberato le linee guida per l’istituzione delle Uca, le unità di continuità assistenziale.
cosa sono
Le Uca sono équipe mobili distrettuali per la gestione di pazienti in condizioni clinico-assistenziali di particolare complessità, non urgenti ma non differibili, che possono però essere assistiti a domicilio, prevenendo dunque sia l’ospedalizzazione, sia l’accesso improprio al pronto soccorso. «L’esperienza maturata nei periodi più difficili dell’emergenza Covid», spiega l’assessore Verì, «con l’attivazione delle Usca e del modello Ucat (quest’ultimo introdotto proprio dalla nostra regione) ha dimostrato l’efficacia di questa tipologia di protocolli assistenziali, che hanno contribuito fattivamente alla gestione pandemica. Di qui la scelta di renderli permanenti, col loro inserimento nel piano regionale assistenza territoriale adottato dalla giunta e approvato dal ministero. Il provvedimento serve a dettare indicazioni alle Asl per un’organizzazione omogenea in tutte le province».
come funzioneranno
Ogni Asl potrà istituire una Uca ogni 100mila abitanti. Ciascuna équipe – che gestirà sia accertamenti diagnostici sia interventi terapeutici – sarà formata da un infermiere e da un medico (proveniente dai ruoli dell’ex continuità assistenziale).
Il servizio sarà richiesto direttamente dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta e anche dal medico ospedaliero, nel caso occorra gestire la fase della dimissione fino alla pianificazione delle cure da parte del medico di assistenza primaria. «Ma le funzioni», conclude, «potranno essere molte altre: penso alla presa in carico e al follow up dei pazienti domiciliari durante focolai epidemici. Il tutto in raccordo coi medici di assistenza primaria»
le sedi
Le Uca sono istituite dalle Asl e collocate in via prioritaria all’interno dei Distretti/Case della Comunità hub, alle quali afferiscono sia da un punto di vista funzionale che organizzativo. Il modello organizzativo delle Uca prevede la presa in carico di assistiti affetti da gravi patologie o pazienti fragili con particolare riferimento alla risposta domiciliare o persone con problemi non urgenti ma non differibili, con l’obiettivo di prevenire l’ospedalizzazione o l’accesso improprio al pronto soccorso. L’attivazione delle Uca spetta ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta che operano nelle Case della Comunità, nelle Unità complesse di cure primarie e in Aggregazione funzionale territoriale. L’Uca opera in modo coordinato con le Aft, le Uccp e le Case della Comunità e in via sperimentale con le strutture ospedaliere e i Pronto Soccorso. Fornisce supporto al Distretto in caso di emergenza organizzativa o epidemica; l’intervento può avvenire in équipe con le altre professioni sanitarie.
In via sperimentale le Unità potranno essere attivate, su richiesta dei medici di Pronto Soccorso e ospedalieri, per pazienti che necessitino di una continuità domiciliare delle cure, nel periodo tra la dimissione e una corretta pianificazione delle cure da parte del medico del ruolo unico a ciclo di scelta, anche attraverso il numero unico attivato dalle Asl, che sarà sostituito dal Numero unico europeo 116117.
la centrale operativa
La Centrale operativa territoriale è un modello organizzativo dell’Asl a valenza distrettuale, che svolge funzioni di coordinamento della presa in carico della persona e di raccordo/connessione tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali (attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere) e dialoga con la rete dell’emergenza-urgenza. L’Uca non sostituisce bensì supporta i medici del ruolo unico dell’assistenza primaria per la presa in carico del paziente per un periodo definito. L’intervento dell’Uca può rendersi necessario nei casi di risoluzione di quadri clinici complessi di pazienti che non richiedono il ricovero e gestibili a domicilio, come ad esempio nella dimissione difficile del paziente non altrimenti ricoverabile in ospedale di Comunità o in assistenza domiciliare; presa in carico e follow-up dei pazienti domiciliari durante focolai epidemici, garantendo una risposta rapida e flessibile ed effettuando accertamenti diagnostici specifici e relativi interventi terapeutici; attuazione di programmi di prevenzione territoriale, rivolti a pazienti fragili, quali, ad esempio, ondate di calore, vaccinazioni domiciliari e/o in Rsa/case di riposo.