Atlantia nel mirino del governo

17 Agosto 2018

Scontro aperto dopo la minaccia di revoca della concessione, mentre Lega frena e M5S tira dritto

ROMA. È scontro totale tra il governo e Autostrade dopo la minaccia dell'esecutivo di stracciare la concessione in capo alla controllata dalla famiglia Benetton.
Ma nella maggioranza le posizioni per tutta la giornata sembrano divergere: La Lega ammorbidisce la minaccia della revoca, il M5s invece tira dritto senza fare sconti e Di Maio avverte che chi è contro la revoca dovrà passare sul suo cadavere.
Fino a che, in serata Salvini chiarisce che la maggioranza la pensa tutta allo stesso medo.
La tensione è alle stelle: la società rivendica il suo operato e ricorda che anche in caso di revoca le spetterebbe comunque «il riconoscimento del valore residuo della concessione». E quello che sembrava un braccio di ferro si trasforma così in una sfida all'ultimo sangue. Prima da parte dei viceministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini contro Autostrade, poi tra i due stessi leader politici. Dopo la frenata di Salvini (che dice di puntare subito a ottenere risorse per l'emergenza da parte di Atlantia, rinviando a un secondo momento l'eventuale revoca della concessione) il capo politico del M5s avverte: «La sentenza già c'è stata, sono i 40 morti e il crollo del ponte. La posizione del Governo è che chi non vuole revocare le concessioni ad Autostrade deve passare sul mio cadavere. C'è un volontà politica chiara». Parole che vengono lette come una risposta alla prudenza della Lega . Ma Salvini getta subito acqua sul fuoco: «Sulla revoca della concessione la sintonia nel governo è totale», dice. La giornata è tutta puntata a stigmatizzare il comportamento di Autostrade di fronte alla tragedia di Genova. «Facce di bronzo, parlano di affari con i morti ancora da riconoscere» attacca Matteo Salvini. «Sono vergognosi, pensano ancora ai profitti e alla Borsa» si indigna anche il vicepremier Luigi Di Maio che accusa anche il Pd per aver, sostiene, prolungato «di notte» la concessione ad Autostrade: «A me la campagna non l'ha pagata Benetton e sono libero di rescindere i contratti» attacca. E così mentre ancora si contano le vittime del tragico crollo, infuria la bagarre politica. Matteo Renzi replica: «Chi dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton è tecnicamente un bugiardo. Se lo dice per motivi politici, uno sciacallo»