Atri, disabile al voto ma il padre non può aiutarlo
È diventato maggiorenne, ha ricevuto la tessera elettorale ma quando è andato al seggio non gli è stato consentito di votare. Daniel D., un ragazzo di Atri, ha una disabilità psichica che non gli...
È diventato maggiorenne, ha ricevuto la tessera elettorale ma quando è andato al seggio non gli è stato consentito di votare. Daniel D., un ragazzo di Atri, ha una disabilità psichica che non gli avrebbe permesso di votare da solo ma al padre è stato vietato di accompagnarlo in cabina perché l’assistenza al voto è prevista per ciechi, amputati delle mani, affetto da paralisi o da latri gravi impedimenti fisici, ma non per chi soffre di disabilità psichica. «Mi è difficile comprendere», dichiara il padre, «come possa mio figlio Daniele esercitare il suo diritto di voto se non viene assistito in cabina. Ma se non può essere assistito e da solo non è in grado di farlo (tenuto conto della grave patologia che ne ha compromesso le capacità cognitive) perché gli è stata consegnata la tessera elettorale?».

