Attesa per la tregua Trump-Putin
Scatterà questa mattina dopo l’accordo raggiunto venerdì scorso
BEIRUT/AMMAN. E' l'ennesima tregua quella prevista a partire da oggi nel sud-ovest della Siria, ma il livello dei protagonisti coinvolti nell'accordo - Russia e Usa, ma anche Israele e Giordania - fa sperare che questa volta possa portare almeno ad un congelamento dei combattimenti per un tempo prolungato. Il cessate il fuoco, annunciato venerdì ad Amburgo dopo il primo incontro-fiume tra il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin, è previsto a partire dalle 12 ora locale (le 11 in Italia) nelle province di Quneitra, Daraa e Sweida, a ridosso dei confini con i territori israeliano e giordano, dove si fronteggiano gruppi armati jihadisti, forze dell'opposizione sostenute dagli Usa e da Amman ed esercito siriano, appoggiato da milizie sciite libanesi Hezbollah, con la supervisione dei Pasdaran iraniani.
Putin ha detto ieri che l'accordo è stato reso possibile da un «cambiamento nell'atteggiamento degli Stati Uniti, diventato più pragmatico». Ma Trump sembra avere ottenuto un risultato che gli stava particolarmente a cuore, perché il cessate il fuoco consentirebbe di impedire l'avanzata delle milizie filo-iraniane e quindi del rafforzamento di quel «corridoio sciita» da Teheran fino al confine israelo-giordano che negli ultimi mesi - in concomitanza con lo sfaldamento del «Califfato» dell'Isis - sembra la più grande preoccupazione dello Stato ebraico, della Giordania e del loro alleato americano. Putin ha ammesso che Israele è stato consultato per il raggiungimento dell'intesa. Mentre il portavoce del governo giordano, Mohammad al Momani, ha fatto notare che l'accordo è stato concluso dopo lunghe trattative tra inviati russi e americani svoltesi proprio ad Amman.
La Giordania, che sostiene con forza gruppi anti-governativi nel sud della Siria per proteggere i suoi confini dall'avanzata di formazioni alleate di Teheran, fa notare che nelle ultime settimane milizie sciite avevano ammassato una grande quantità di truppe nei pressi di Daraa. Non è chiaro quali siano i meccanismi previsti per l'applicazione della tregua. In particolare se saranno schierate truppe russe, una ipotesi avanzata da Mosca ma non confermata da Washington. La Giordania ha sottolineato che non invierà propri soldati.

