Attesi oltre diecimila profughi Ma prima i controlli sanitari

9 Marzo 2022

Marsilio: «Per tutti vaccinazione e tampone negli otto centri attivati dalla Regione»

«Nella ipotesi peggiore si potrebbe arrivare a più di diecimila profughi in tutto l’Abruzzo, se la guerra dovesse andare avanti. Speriamo che questa tendenza si possa invertire ma dobbiamo essere pronti a tutto». È con queste parole che il governatore e commissario per la gestione dell’emergenza umanitaria Marco Marsilio ha aperto la prima riunione dell’unità di crisi regionale per la guerra in Ucraina. Presenti ieri mattina l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì e i vertici sanitari – compresi i direttori delle quattro Asl abruzzesi – i prefetti, i questori, e l’associazione dei Comuni Anci. Ora si dovrà mettere nero su bianco il piano di accoglienza. Ma alcuni punti principali sono stati già svelati, come il ruolo centrale degli hub vaccinali, che saranno primo approdo dei profughi in Abruzzo, quello degli alberghi per l’ospitalità e l’imponente campagna di vaccinazione.
«L’Abruzzo è pronto e accogliente. Ancora una volta abbiamo di fronte una grande sfida. Siamo chiamati a gestire la fase dell’arrivo dei cittadini ucraini, una dura prova che stiamo cercando di affrontare nel migliore dei modi, mobilitandoci sul fronte dell’assistenza sanitaria oltre a garantire alloggiamento e spostamento logistico», ha commentato al termine dell’unità di crisi lo stesso Marsilio, che ha nominato il direttore della Protezione civile regionale Mauro Casinghini come commissario delegato per l’emergenza.
IL PIANO DI ACCOGLIENZA
Il primo filtro per lo smistamento dei profughi in Abruzzo saranno quindi gli hub vaccinali principali della regione, dove saranno eseguiti i tamponi e le stesse somministrazioni dei vaccini contro il Covid e le altre malattie come Morbillo e Pertosse. Poi i prefetti li destineranno nei centri di accoglienza Cas e Sai e, se questi non basteranno come pare ormai scontato, saranno utilizzati anche gli alberghi. Proprio sul fronte degli alberghi, è prevista la pubblicazione di un avviso per la raccolta delle disponibilità.
Ha spiegato Marsilio: «Il direttore Casinghini opererà sempre in stretto coordinamento con le prefetture. Sono stati individuati otto punti filtro che faranno capo agli hub vaccinali già esistenti e strutturati: quelli di Avezzano, Sulmona, L’Aquila, Chieti, Lanciano, Pescara e Teramo, con possibilità di aprirne uno anche a Roseto. Qui cercheremo di indirizzare tutti coloro che arriveranno e coloro che, già da alcuni giorni, hanno raggiunto parenti e amici in Abruzzo, quella comunità ucraina già integrata sul territorio. La loro presenza dovrà essere segnalata. Subito dopo saranno indirizzati verso queste strutture dove saranno invitati a vaccinarsi e dove, attraverso un tampone antigenico, verrà verificata la loro condizione di salute dal momento che si tratta di una popolazione con una percentuale molto bassa di vaccinazioni».
IL COORDINAMENTO
«Il modello di gestione di protezione civile prevede il massimo coordinamento tra tutte le strutture chiamate a intervenire in questa emergenza, in particolare con le prefetture, le Asl e i Comuni, abbiamo definito le priorità e i primi interventi», aggiunge il commissario delegato Casinghini, «dobbiamo prepararci ora alla gestione di flussi più cospicui di quelli attualmente in arrivo in Abruzzo. Un modello che permetterà di esprimere la solidarietà nei confronti della popolazione Ucraina in fuga dalla guerra, garantendo sicurezza ed accoglienza già dal momento del loro arrivo da noi. In tal senso, insieme alle autorità locali e di polizia, dovremo individuare i flussi e guidarli verso dei punti strategici, dove verranno presi in consegna sul piano sanitario e logistico».
L’IMPEGNO DEI COMUNI
«Nel tavolo operativo è stato confermato come la gestione dell’emergenza non potrà che essere diffusa ma con un coordinamento centralizzato, regionale e poi a cascata sui territori attraverso gli uffici territoriali del Governo, con la redazione di un apposito protocollo», ha commentato il sindaco di Teramo e presidente dell’Anci Abruzzo Gianguido D’Alberto, «l’obiettivo prioritario è quello di tracciare i flussi, anche in relazione alle esigenze sanitarie e di sicurezza, monitorando costantemente il reale fabbisogno alloggiativo. In questo senso, e anche in funzione della gestione di questa emergenza, è stata rimarcata la strategicità degli hub vaccinali attualmente operativi. Nel frattempo è stato precisato che tutti coloro che entrano nel territorio italiano devono essere entro 48 ore segnalati alle questure per essere registrati e avviare le procedure amministrative, sanitarie e scolastiche previste. Sarà attivato un avviso per strutture da adibire alla residenzialità dei profughi, inoltre, la generosa disponibilità di privati ad accogliere singoli e famiglie in fuga dalla guerra, ovvero a mettere a loro disposizione eventuali alloggi, deve essere obbligatoriamente comunicato alle Prefetture competenti per territorio che, insieme agli enti locali, coordinano le attività e i servizi di accoglienza e di mediazione culturale e linguistica». Continua d’Alberto: «Nel mentre si costruisce il protocollo sulla gestione dell'emergenza ci impegniamo insieme alle altre istituzioni a dare la massima diffusione sui siti degli enti coinvolti, le associazioni di Protezione civile e del terzo settore impegnate sul tema, e attraverso le attività dei sindaci che si stanno già prodigando sui territori».