Attiva, 51 adesioni allo sciopero Evitata l’emergenza

PESCARA. Hanno scioperato 51 operai su 180. Questa l’adesione dei lavoratori di Attiva allo sciopero proclamato da Fp Cgil, Fit Cisl reti, Uiltrasporti e Fiadel, per il rinnovo del contratto...
PESCARA. Hanno scioperato 51 operai su 180. Questa l’adesione dei lavoratori di Attiva allo sciopero proclamato da Fp Cgil, Fit Cisl reti, Uiltrasporti e Fiadel, per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro scaduto nel 2013. Intanto dal direttore generale di Attiva, Massimo Del Bianco, arriva lo «stop al turismo dei rifiuti dai centri vicini verso Pescara».
I cittadini hanno risposto civilmente all'appello del direttore dell'azienda municipalizzata addetta a raccolta e smaltimento dei rifiuti, che ieri, nella giornata di sciopero, aveva consigliato di «evitare il conferimento dei rifiuti per non creare accumuli di spazzatura nelle strade». Pochi i cassonetti debordanti, alcuni tra via Conte di Ruvo, via Raffaello dove sono stati abbandonati anche televisori e via del Santuario, nelle vicinanze dell'Acerbo, dove ieri verso mezzogiorno, un interinale di Attiva, Carlo Straccini, era intento a spazzare e liberare i cassonetti. «Con gli operai attivi sul territorio e con sole 2 macchine monooperatrici su 5», spiega Del Bianco, «abbiamo privilegiatole zone centrali, dove le volumetrie sono minori rispetto alle periferie, che hanno recipienti più capienti che si riempiono lentamente, considerato che ci sono meno attività commerciali . Per questo in periferia normalmente svuotiamo ogni due giorni».
Del Bianco attacca poi il «turismo dei rifiuti» da parte «di privati che per comodità mettono in auto la busta dell'immondizia e vengono a conferire a Pescara. Lo stesso fanno le aziende e i comuni vicini con grossi carichi di materiale, vestiti, rifiuti industriali, che non vengono raccolti nel proprio comune sistematicamente, come avviene da noi». Questa operazione di trasformare Pescara nella pattumiera degli altri paesi ha costi per l'azienda di via Raiale: «E' un danno per il decoro urbano», puntualizza Del Bianco, «e un danno economico perché i rifiuti degli altri li paga il Comune di Pescara. Un esempio su tutti: ogni giovedi sulle aree di risulta, dove ci sono parcheggi, raccogliamo dai bidoni 2 Porter di spazzatura. Da dove proviene tutta quella immondizia se non da chi parcheggia e scarica nei cassonetti?». Come si può arginare il fenomeno? «Nelle zone di confine abbiamo potenziato il porta a porta e eliminato i bidoni, ma occorre andare verso una visione più ampia e sfruttare le leggi per organizzare con altri Comuni un’unica strategia di raccolta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

